Boeri propone nuovo sistema pensionistico: il Governo boccia la proposta

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ROMA, 6 NOVEMBRE 2015 – Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha diffuso sul web la sua p...

ROMA, 6 NOVEMBRE 2015 – Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha diffuso sul web la sua proposta pensionistica, una proposta per certi versi radicale. Al centro della proposta c’è il voler "abbattere del 50% la povertà tra chi ha più di 50 anni", istituendo un reddito minimo da 500 euro per gli over 55 (Sostegno di inclusione attiva). Per finanziarlo l'Istituto avanza l'ipotesi di prelievi sui pensionati d'oro, circa 250 mila persone, e il blocco di sostegni assistenziali per le famiglie più ricche, oltre mezzo milione di teste.

E ancora tra le proposte consegnate al Governo, compare il pensionamento a 63 anni e 7 mesi, con 20 anni di contributi e avendo maturato un importo minimo di 1.500 euro. Per finanziare queste uscite anticipate viene proposto nel rapporto il ricalcolo con il contributivo delle pensioni più alte, oltre i 5 mila euro al mese e un congelamento degli importi per quelle oltre i 3.500

"Non per cassa ma per equità", si chiama così la proposta di 16 articoli avanzata dall’Inps, non piace però al Governo. Dal ministero del Lavoro fanno sapere che le idee presentate vengono giudicate "utili" alla discussione, ma su cui si è deciso di "rinviare" anche perché ci sono misure "che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi". E per evitare ciò, "servono risorse" che "ora non ci sono".

Già prima che il rapporto Boeri venisse messo online, il premier Matteo Renzi ne aveva preso le distanza. Il presidente del Consiglio ha infatti definito "un errore" fare tagli sulle pensioni, spiegando che "alcuni correttivi proposti dall'Inps di Tito Boeri avevano un valore di equità: si sarebbe chiesto un contributo a chi ha avuto più di quanto versato. Non mi è sembrato il momento: dobbiamo dare fiducia agli italiani".

Scartata la proposta Boeri, dalla maggioranza si affrettano a far sapere che l'unico intervento possibile per il prossimo anno al sistema pensionistico sarà quello di creare meccanismi, poco onerosi per lo Stato, per incentivare la flessibilità in uscita. Una riforma su cui il premier, i ministri competenti dell'Economia e del Lavoro stanno ragionando insieme a Boeri per avere numeri certi sull'intervento. Questo comunque indica che la collaborazione con Boeri continua come prima, anche dopo questo episodio.

(foto dal sito www.thelastreporter.com)

Michela Franzone

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