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Commozione all'Istituto "De Nobili" per la visita di Mons. Bertolone (Foto)

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CATANZARO, 07 DICEMBRE - Grande partecipazione e commozione all’Istituto “De Nobili” di Catanzaro, per la visita di S.E. Monsignor Vincenzo Bertolone, che ha tenuto un’apprezzatissima lectio magistralis dinanzi agli alunni del Liceo delle Scienze Umane, del Liceo Linguistico e del Liceo Artistico.



Ad introdurre i lavori don Francesco Brancaccio, Vicario episcopale per la cultura, Marco Polimeni in rappresentanza del Sindaco del Comune di Catanzaro, Annamaria Fonti Iembo, Presidente del Comitato provinciale Unicef di Catanzaro e Franco Greco, Presidente provinciale Unitalsi.

Profonde le riflessioni di S.E. Mons. Vincenzo Bertolone sul profilo umano e sacerdotale di padre Pino Puglisi, un esempio di coerenza cristiana, di preghiera, di amore e rispetto per i fratelli, una vita vissuta come offerta oblativa, fino alla morte, messa in conto e accolta col sorriso sulle labbra. Ed è proprio sulla sapienza del sorriso come espressione di volontà e consapevolezza, che Mons. Bertolone ha invitato gli studenti a fare propria la missione educativa della scuola che, in quanto sede privilegiata e fonte di cultura ed educazione, è in se stessa volano di cambiamento sociale, culturale ed umano.

Dalla caratura della limpidezza di padre Puglisi, ripercorsa attraverso le tappe più importanti della causa di beatificazione, Mons. Bertolone ha, poi, rintracciato elementi comuni nelle vita dei magistrati Falcone, Borsellino e nella figura di Giorgio Ambrosoli, esempi di rettitudine, onestà intellettuale e morale, responsabilità e sacrifico.

E sul ruolo della scuola nella costruzione di un’etica della responsabilità è intervenuta la Dirigente scolastica dell’Istituto “De Nobili”, Susanna Mustari che, dopo aver ringraziato S.E. il vescovo per la preziosa riflessione, gli studenti e il personale scolastico per l’organizzazione dell’evento, ha richiamato l’impegno della scuola nella lotta alle mafie e a tutte le forme di criminalità e di omertà, perché “ come diceva don Milani – ognuno deve sentirsi responsabile di tutto; e non esiste crescita civile senza il rispetto delle leggi che significa portare avanti la forza del debole e non il sopruso del forte”.

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