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Coronavirus: Enrico Letta, Italia attuale "è la crisi più violenta e forte dal dopoguerra”

Lazio > Roma

ROMA, 7 APR - Enrico Letta - nella lezione tenuta on-line - ha sottolineato che quella attuale "è la crisi più violenta e forte dal dopoguerra: più della Guerra fredda, della crisi petrolifera, della crisi post 11 settembre e di quella del 2008". Volendo fare un paragone con quest'ultima, occorre evitare "il crollo" dell'economia reale, perché "molte aziende che rimangono chiuse, rischiano di non riaprire".

Quindi occorre una grandissima iniezione di liquidità alle imprese, ma farla fare a debito dello Stato italiano è rischioso perché potrebbe far salire i debito pubblico a livelli insostenibili, alla luce del "crollo delle entrate". Per ora l'Europa, rispetto alla lentezza del 2008, ha dato risposte con la giusta tempistica: "Bce e Commissione hanno risposto in 4 settimane, rispetto ai quattro anni" della crisi del 2008; tra l'altro il QE della Bce permette all'Italia "di rimanere in piedi e non cadere in ginocchio" Tuttavia "In Europa abbiamo bisogno di un intervento sull' economia reale che dia liquidità alle imprese, che non la dà la Bce: l'immissione di liquidità la danno altri strumenti" come l'emissione di Bond specifici per politiche comuni per contrastare sul piano economico la crisi da coronavirus.

 "Il Mes - su cui da noi ci sono state delle polemiche assurde - ha tanti soldi che possono essere usati come garanzia per emettere delle obbligazioni" specifiche per politiche comuni da gestire insieme. Non si tratterebbe quindi di neutralizzare il debito passato né il generico debito futuro. "Spero che si arrivi a questa decisione - ha aggiunto - lo chiamino come vogliono, non lo vogliono chiamare Bond, va bene, chiamatelo Pippo ma fatelo". "Italia sta giocando una partita chiave per il futuro di intere generazioni, così come si sta giocando una partita decisiva per il futuro dell'Europa".