Decreto Sicurezza, Lega risponde alle proteste dei sindaci

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ROMA, 3 GENNAIO - La Lega ha risposto alle proteste mosse contro il Decreto Sicurezza difendend...

ROMA, 3 GENNAIO - La Lega ha risposto alle proteste mosse contro il Decreto Sicurezza difendendo le norme volute da Salvini. Si sono espressi in merito il sottosegretario all'Interno Stefano Candiani, giudicando la protesta come "totalmente ideologica"; il sottosegretario leghista Nicola Molteni si è espresso affermando che queste disobbedienze “fanno un dispetto ai cittadini". Contro le proteste si schierano anche altri amministratori leghisti e anche esponenti di centrodestra: dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza al primo cittadino di Udine Pietro Fontanini, passando per Sara Casanova e Alessandro Ciriani, rispettivamente sindaco di Lodi e di Pordenone.

Dall’ altro lato, la posizione del primo cittadino di Palermo Leoluca Orlando conquista consensi: infatti in seguito all'appoggio di Luigi De Magistris arriva anche quello di Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani: "Se il decreto Salvini impedisce l'accesso ai servizi essenziali sarà bloccato anche a Trapani", spiega Tranchida.

Dario Nardella, sindaco di Firenze, annuncia: "Stiamo valutando insieme ai nostri avvocati e con alcuni costituzionalisti anche una strada perché sul decreto Sicurezza si possa arrivare alla Corte costituzionale". Il sindaco di Alghero (Sassari), Mario Bruno, alla guida di una giunta di centrosinistra, assicura: "Salvini non ci spaventa. Lo abbiamo già scritto al Presidente Conte: siamo pronti a sospendere gli effetti nei nostri comuni se non ci sarà un confronto nel merito con i sindaci, con chi vive i problemi da vicino". ". Condividono la protesta Pd e Leu, anche se tra i democratici arriva qualche critica verso le decisioni dei sindaci: "Non condivido nulla delle norme Salvini, ma non sono d'accordo con la posizione assunta da Luigi De Magistris e Leoluca Orlando. Un sindaco non può rifiutarsi di applicare una legge dello Stato", sostiene ad esempio Antonello Giacomelli.

Inoltre, l'assessore al Welfare del comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha lanciato la protesta di piazza per il 2 marzo: "Le forme di opposizione alla Legge Salvini dovranno essere molte. Una strada è quella indicata da Orlando (giusta politicamente al di là del numero dei casi). Un'altra sarà quella di aiutare comunque chi finirà in strada. E Milano scenderà in piazza il 2 marzo

Federico Ferro

fonte immagine italiaincammino.it

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