L'affarista

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RENDE (CS), 11 GENNAIO 2012. L’affarista narra di Auguste Mercadet, uomo d’affari rovina...

RENDE (CS), 11 GENNAIO 2012. L’affarista narra di Auguste Mercadet, uomo d’affari rovinato da una serie di speculazioni mal gestite, il quale, nonostante sia sull’orlo della bancarotta, continua ad accumulare debiti per conservare almeno l’apparenza di una vita agiata e altoborghese. Assediato da usurai e creditori, è sempre occupato a inventare scuse per cavarsi d’impaccio, la preferita delle quali è quella di un fantomatico socio d’affari, Goudot, il quale sarebbe fuggito nelle Indie due anni prima con il suo patrimonio, e il cui ritorno lo dovrebbe ripagare dei torti subiti e dei debiti contratti. Intanto l’affarista pretende che la moglie sia sempre presente nelle serate mondane, in modo tale da conservare agli occhi del mondo l’idea del prestigio e della ricchezza, e fa di tutto perché la figlia riesca a convolare a giuste e ricche nozze.
Scritta da Honoré de Balzac nel 1840, L’affarista (Le Faiseur) è considerato il miglior testo teatrale del grande scrittore francese, il quale tuttavia non riuscì a vederlo vivere sulla scena, perché solo dopo la sua morte l’opera fu allestita nei teatri parigini, dove ottenne peraltro un grande successo.
La rappresentazione vista a Rende, presso il Teatro Auditorium dell’università degli Studi della Calabria, è stata allestita per la regia di Antonio Calenda, l’interpretazione di Geppy Gleijeses nei panni del protagonista, di Marianella Bargilli in quelli della figlia e di Paila Pavese in quelli della moglie. Un allestimento dalla ricca scenografia e con una compagnia di numerosi e bravi attori, che soffre qualche lentezza nel primo atto, e che poggia soprattutto sull’istrionismo di Geppy Gleijeses, qua e la forse un po’ troppo debordante, ma di sicura ed efficace presa sul pubblico, fin dalla sua prima e inattesa entrata in scena.
«Ah! Conoscete la nostra epoca! Oggi, signora, tutti i sentimenti svaniscono e il denaro li sospinge. Non esistono più interessi perché non esiste più la famiglia, ma solo individui! Vedete! L'avvenire di ciascuno è in una cassa pubblica (...) Vendete gesso per zucchero: se riuscite a far fortuna senza suscitare lamentele, diventate deputato, pari di Francia o ministro!»
Honoré de Balzac ha scritto una commedia di incredibile attualità: i suoi continui riferimenti ai “giochi” della borsa, al guadagno facile, alle speculazioni, ai crediti e ai debiti, alla ricchezza reale e a quella apparente ne fanno un testo che si adatta come un guanto all’oggi. E, d’altra parte, Geppy Gleijeses insiste più volte su quest’aspetto, con riferimenti espliciti, ad esempio, alla crisi economica della Grecia e persino un accenno di imitazione dell’ormai ex e non rimpianto Presidente del Consiglio Berlusconi. Mercadet, cialtrone e titanico nello stesso tempo, è un virtuoso della menzogna e del raggiro, un esteta della ricchezza e del possesso, degli affari e delle speculazioni («Molti debiti molto onore!», «La vita è un prestito continuo», «Un uomo che non deve nulla non ha nessuno che pensi a lui»: queste alcune delle frasi che ne sintetizzano la personalità). I personaggi femminili, che in un primo momento appaiono relegati sullo sfondo rispetto al protagonismo di Mercadet – figure secondarie che il Nostro usa per comunicare al mondo la sua agiatezza, nel caso della moglie, o per tentare di sistemare le sue disastrate finanze con un ricco genero, nel caso della figlia – si mostrano verso il finale della vicenda come le più assennate, le sole, forse, che possono porre un argine alla brama rovinosa dell’affarista. Questo prima che un vero e proprio deus ex machina non risolva la situazione… E prima ancora della beffa finale che riporta la vicenda sul suo “giusto” e ironico binario.
L’affarista è stato il secondo appuntamento della prima stagione teatrale INCONTRIAMOCIATEATRO del nuovo Teatro Auditorium Unical. Il prossimo vedrà in scena Giorgio Albertazzi e Martha Graham Dance Company nell’allestimento di Cercando Picasso, per la regia di Antonio Calenda, Sabato 21 Gennaio, h. 20,30, e Domenica 22 Gennaio, h.18. Info: http://www.teatrostabilecalabria.it, www.unical.it (Foto da corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

Tommaso Spinelli
 

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