“La Croce non abbandona le famiglie”: il messaggio dell’Arcivescovo Claudio Maniago nella Naca
CATANZARO – Al termine della tradizionale processione della Naca, vissuta nella preghiera e nel raccoglimento, l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Mons. Claudio Maniago, ha consegnato alla comunità un messaggio intenso e profondamente pastorale, centrato sul significato della Croce e sulla realtà delle famiglie.
Nel suo intervento, il presule ha richiamato il valore autentico del cammino compiuto, sottolineando come non si tratti di un semplice rito, ma di un’esperienza spirituale che coinvolge profondamente la vita dei credenti. «Non vogliamo limitarci ad una compassione dettata solo dal nostro sentimento; vogliamo piuttosto sentirci partecipi della sofferenza di Gesù», ha affermato l’Arcivescovo, invitando i fedeli a entrare con consapevolezza nel mistero della Passione di Cristo.
Mons. Claudio Maniago ha posto al centro della sua riflessione la realtà concreta delle famiglie, spesso segnate da difficoltà e fragilità. Incomprensioni, malattie, precarietà economica e incertezze sul futuro rappresentano ferite diffuse che attraversano la vita quotidiana. Il presule ha inoltre allargato lo sguardo agli scenari più drammatici del nostro tempo, segnati da guerre, violenze e migrazioni forzate, ricordando come «la situazione di molte famiglie è aggravata dalla precarietà del lavoro e dalle conseguenze della crisi economica», e richiamando l’urgenza di una maggiore attenzione sociale e istituzionale.
Nel cuore del messaggio dell’Arcivescovo Maniago emerge con forza la Croce di Cristo, indicata come il segno più alto dell’amore di Dio per ogni uomo e come risposta al bisogno profondo di senso e di amore che abita il cuore umano. Nella prova, ha ricordato, è proprio guardando alla Croce che si ritrova la forza per continuare a camminare, nella certezza che nulla può separare dall’amore di Cristo.
L’Arcivescovo ha quindi elevato anche una forte invocazione, chiedendo che cessino le guerre e le violenze e che si moltiplichino strumenti concreti di sostegno per le famiglie, affinché nessuna venga lasciata sola e ciascuna possa vivere con dignità la propria vocazione.
Il messaggio di Mons. Claudio Maniago si è concluso con uno sguardo profondamente pasquale, affidando alla comunità una parola di speranza: «La stagione del dolore, se vissuta con Cristo, racchiude già la vita nuova del mondo risorto». Un invito a non fermarsi alla Croce, ma a riconoscere in essa l’inizio di una vita nuova. È questo il cuore del messaggio dell’Arcivescovo: anche nel tempo della prova, la famiglia non è sola, ma sostenuta dall’amore di Cristo e orientata alla speranza della risurrezione.
Ufficio Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace
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