La Vignetta InfoOggi: "FINIBERLOSCOMACHIA"

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LA VIGNETTA INFOOGGI - Si fa sempre più interessante il teatrino politico italiano. Da quando...

LA VIGNETTA INFOOGGI - Si fa sempre più interessante il teatrino politico italiano. Da quando Fini puntò l’indice verso Berlusconi al congresso PDL del 22 aprile 2010 abbiamo assistito ad una serie di colpi e contraccolpi il cui epilogo è stato la formazione del nuovo gruppo parlamentare “Futuro e Libertà” e la seria messa in discussione della supremazia Berlusconiana. Forti scosse telluriche anche sul governo che, si dice, rischia di cadere in qualunque momento e tuttavia il Presidente del Consiglio rassicura gli italiani sottolineando che andrà avanti per tutta la legislatura. Intanto la stampa si scatena col caso Montecarlo che angustia non poco il Presidente della Camera il quale non solo si rimette al giudizio della magistratura ma annuncia che non ha la minima intenzione di dimettersi.

Il Senatur, dal canto suo, flette i muscoli e promette dieci milioni di persone a Roma dicendosi anche disposto a votare la sfiducia per andare alle elezioni il più presto possibile. Salvo poi, immediatamente dopo, ad allinearsi sulla posizione del PDL per proseguire l’azione di governo. Insomma, i toni sono molto accesi, da guerra, da rivoluzione, da golpe, da conflitto tra i poteri dello stato e chi ha di peggio ce lo metta subito. In attesa della seconda marcia su Roma del popolo leghista in camicia verde, magari con l’ausilio di otto-nove milioni di baionette, potremmo, e dico potremmo, buttarla in letteratura.

Ve la ricordate la Batracomiomachìa? Quel poemetto giocoso di 303 versi attribuito ad Omero, parodia dell'epica eroica, nel quale si narra una guerra combattuta tra topi e rane?

In pillole la storiella si articola così: Il re delle rane Gonfiagote persuade il timoroso Rubabriciole, re dei topi, a montare sulle sue spalle per visitare il lago, assicurandolo che non correrà pericoli. Tuttavia, appare all’improvviso un serpente d’acqua e Gonfiagote, per sfuggirgli, si immerge, facendo così annegare Rubabriciole. La guerra scoppia immediatamente, e proprio quando la vittoria sembra ormai dei topi, Zeus scaglia il suo fulmine, e allo stesso tempo i granchi giunti sul campo di battaglia annientano i topi facendoli a pezzi. La battaglia si svolge nell’arco di un giorno, contro i dieci anni di durata della guerra di Troia.

Leopardi, sì, proprio Giacomo, quello di Silvia dagli occhi ridenti e fuggitivi, ne propose un simpatica traduzione di cui riportiamo alcuni versi per la delizia del nostro intelletto.

- omissis -

Un topo un dì, fra' topi il più ben fatto,
Venne d'un lago alla fangosa sponda:
Scampato egli era allor da un tristo gatto,
E calmava il timor colla fresc'onda:
Mentre beveva, un garrulo ranocchio
Dalla palude a lui rivolse l'occhio.

Se gli fece dappresso, e a dirgli prese:
A che venisti? donde qua? straniero,
Di qual nazione sei, di qual paese?
Qual è l'origin tua? narrami il vero;
Che se dabben ritroverotti e umano,
Valicar ti farò questo pantano.

Io guida ti sarò, meco verrai
Alle mie terre ed al palazzo mio;
Quivi ospitali e ricchi doni avrai,
Che Gonfiagote, il gran Signor son io;
Ho sullo stagno autorità sovrana,
E mi rispetta e venera ogni rana.

- omissis –

Rispose il topo: Amico, e che mai brami?
Non v'ha Dio che m'ignori, augello, o uomo,
E pur tu vuoi saper come mi chiami?
Or bene, Rubabriciole io mi nomo;
Il mio buon padre Rodipan si appella,
Topo di raro cor, d'anima bella.

Mia madre è Leccamacine, la figlia
Del rinomato Re Mangiaprosciutti.
Con gioia universal della famiglia
Mi partorì dentro una buca, e tutti
I più squisiti cibi, e noci, e fichi
Furo il mio pasto in que' bei giorni antichi.

Ma come vuoi che amico tuo diventi,
Se di noi sì diversa è la natura?
Tu di vagar per l'acqua ti contenti;
D'ogni vivanda io fo mia nutritura,
Di quanto mangia l'uom gustare ho in uso,
Luogo non avvi, ove non ficchi il muso.

Si potrebbe anche continuare ma rischieremmo di annoiarvi. Anche ai tempi di Omero si parlava di politica. Straordinario parallelo con le vicende attuali. Gli amanti dei dettagli potrebbero perdere un po’ di tempo ad istituire dei simpatici parallelismi tentando di capire chi è l’odierno Gonfiagote, e chi il topo Rubabriciole. Ci sarebbe da collocare il rinomato Re Mangiaprosciutti e poi Leccamacine e Rodipan, il serpente d’acqua e Zeus in persona. Ci chiediamo perché a scuola si trascuri la letteratura a vantaggio del “fare” o del “saper fare”. Bò, misteri moderni.

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