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La Vignetta InfoOggi: "TUTTI AL MARE"

LA VIGNETTA INFOOGGI- ““Tutti ar mare, tutti ar mare a mostra' le chiappe chiare, co' li pesci, in mezzo all'onne, noi s'annamo a diverti'.” Così la compianta Gabriella Ferri nella famosa canzone. Così in tutti i telegiornali privati e pubblici pure loro “privati”. Lo stesso sui giornali, sui manifesti, dappertutto. Tutta l’Italia in vacanza. Un paese gaudente e abbronzato.

Si vedono posti splendidi, barche e yacht da sogno, ragazze “bonazze” e giovani palestrati, due coatte che “se fanno na bira, er calippo…”. Belli, spensierati e felici. In realtà le vacanze “televisive” sono ormai privilegio di quei pochi ricchi e di quei tanti cafoni arricchiti appartenenti a cricche, confraternite e caste che se la godono a spese della popolazione normale.[MORE]

Certo! Come fa ad andare in vacanza un CoCoCo da mille euro al mese (e non per tutti i mesi)? Dove mai li prenderà i soldi per il mojito un contratto interinale che sarebbe meglio chiamare “intestinale” dal momento che fa letteralmente “C…..re”.

Sì, vacanze e spiagge bellissime sono appannaggio di pochi. Gli altri tutti in fila sull’autostrada del sole e sulla SA-RC che sai quando ci entri e non sai se e quando ne esci. Provano pure ad andare al mare ma trovano le spiagge sbarrate e per bagnarsi i piedi devono contrarre un mutuo decennale. In più in molte zone il mare è pieno di porcherie ed i prezzi sempre più esosi.

Quella che una volta si chiamava “spiaggia libera” è stata sottratta al godimento pubblico e data in gestione ai privati che la valorizzano a spese tue.

Alcuni fortunati riescono pure a prendere in fitto una casa al mare per qualche giorno. L’ultima casa al mare la affittai nel 1999. Bella casa, fresca, impianto solare, piscina in giardino. Di quei tempi 2.400.000 lire sull’unghia.

Peccato che il proprietario si dimenticò di mettere la tenda della doccia o meglio ancora la cabina, si dimenticò le mensole per il sapone, i braccetti per le tovaglie e tutti quegli accessori che ti permettono di fare la doccia.

Alle dieci del mattino finiva l’acqua e restava solo quella della doccia comune in giardino. Quando lo dissi al proprietario mi spiegò che avendo il posto doccia in piscina era inutile quella di casa. Gli risposi che se avessi mai avuto voglia di fare l’amore con la mia compagna avrei preferito fare la doccia in casa senza scendere in giardino. Lui fece finta di non capire.

Dopo qualche giorno, nell’appartamento di sotto (due stanze, cucina e bagno) si installò una famigliola con due figli di cui uno si chiamava Gaetano. Dopo 24 ore arrivarono tutti i loro parenti in numero di sedici. La tribù si alzava alle sei del mattino perché al mare si va presto. Gran fragore di letti e giacigli spostati, rumore di zabaione ben sbattuto e scambio di carinerie strillate a voce altissima.

Gaetaaaaaaaaano! Era il grido di battaglia della matriarca. Lei da sola faceva molto più casino dei figli. L’acqua iniziò a finire allo otto del mattino. La piscina divenne impraticabile. Tutta la zona divenne impraticabile. La tribù l’aveva occupata militarmente con le melanzane ripiene, i meloni, i succhi di frutta, le taniche di vino e di birra, le panze gigantesche, la radio ad alto volume e l’urlo di guerra: “Getaaaaaaano! Esci dall’acquaaaaa e vieni a magiaaaaare!”.
Da allora non presi più in fitto la casa al mare. Meglio morire. Tuttavia capitano anche questi vicini di ombrellone. Ma capitano pure quelli col quad o col fuoristrada in spiaggia che rombano, sgommano e sollevano nuvole di polvere. Altri arrivano con grosse barche e moto d’acqua che sfrecciano a due metri dalla riva e quando sbarcano credono di essere sua altezza l’Aga Khan. Peccato che siano solo “stracafonal” ignoranti pieni di soldi fatti non si sa come.

Ed ora, tutti al mare, tutti al mare…. Però quelli che fanno i telegiornali potrebbero pure spiegare ai villeggianti che la “monnezza” si riporta a casa e non si lascia lì nelle buste anche se accuratamente annodate.

Buon Ferragosto!