Migranti, segnalato altro barcone contenente 100 persone

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ROMA, 20 GENNAIO - Gli attivisti di Sea Watch ieri hanno portato in salvo 47 migranti: questi sono s...

ROMA, 20 GENNAIO - Gli attivisti di Sea Watch ieri hanno portato in salvo 47 migranti: questi sono stati soccorsi su un gommone a 50 miglia al largo delle coste libiche. Dalla Ong sono arrivate le seguenti dichiarazioni: "Siamo ancora in zona Sar ma nessuno si è ancora assunto il coordinamento dell'operazione". "Chiediamo istruzioni e restiamo in attesa. Siamo stati rimandati ai libici che però non rispondono. Non c'è modo di parlare con loro, non rispondono neanche al telefono" continuano gli attivisti.

Intanto, da Alarm Phone - sistema di allerta telefonico utilizzato per segnalare imbarcazioni in mare - è stato segnalato un altro barcone contenente 100 persone – alcune delle quali potrebbero essere morte - a 60 miglia al largo delle coste di Misurata, in Libia. Così Alarm Phone: "Alle 10 di questa mattina siamo stati avvertiti di un'imbarcazione con 100 persone a bordo che stava tentando di attraversare il Mediterraneo. Alle 11 abbiamo ricevuto la loro prima posizione. Erano a 60 miglia al largo di Misurata (Libia), ma la situazione era calma e ci chiedevano di restare in standy, mentre tentavano di utilizzare un motore".

"Tra le 11:40 e le 12:20 le persone hanno cominciato ad andare nel panico. Volevano che informassimo le autorità, ma non quelle libiche. Abbiamo fornito loro assistenza legale, spiegando che Libia e Italia avrebbero sostenuto la responsabilità libica per l'area in cui erano. Alle 12:20 abbiamo ricevuto una nuova posizione. Erano a 12 miglia più a est e avevano problemi di navigazione. Un bambino è incosciente o morto. Il natante sta imbarcando acqua. Chiedono aiuto, anche se questo potrebbe significare tornare in Libia" ha continuato Alarm Phone.

Su Facebook, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato la situazione: "Io non sono stato, non sono e non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani, che con i loro guadagni investono in armi e droga, e delle Ong che non rispettano regole e ordini. Quanto a certi sindaci e governatori di Pd e sinistra anziché denunciare la presunta violazione dei 'diritti dei clandestini', dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio. Sbaglio?"

Anche a Palermo il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, si è espressa in merito, affermando: "non possiamo rassegnarci ad accettare la morte di tanti poveri innocenti. Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune"

Federico Ferro

fonte immagine tpi.it

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