Mondo di Mezzo, pene ridotte per Carminati e Buzzi. Riconosciuta l'aggravante mafiosa

6
Scarica in PDF
ROMA, 11 SETTEMBRE - La terza Corte di appello di Roma si è espressa oggi sul processo al cos...

ROMA, 11 SETTEMBRE - La terza Corte di appello di Roma si è espressa oggi sul processo al cosiddetto Mondo di Mezzo: sono state ridotte le pene per i due imputati più famosi, Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. È stata riconosciuta l'aggravante dell'associazione di stampo mafiosa, diversamente da quanto deciso in primo grado.


La condanna di Carminati è passata dai 20 anni decisi in primo grado a 14 anni e sei mesi. Per Salvatore Buzzi, invece, si è passati dai 19 anni ai 18 anni e quattro mesi decisi oggi.


La sentenza di primo grado era arrivata a luglio 2017: fu esclusa l'aggravante dell'associazione mafiosa mentre venne riconosciuto il reato di corruzione. Oltre a Buzzi e Carminati, la sentenza riguardò altre 44 persone, politici e non.


In aula erano presenti il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, il pm Luca Tescaroli e i procuratori generali Antonio Sensale e Pietro Catalani. "Abbiamo sempre detto che le sentenze vanno rispettate: lo abbiamo fatto in primo grado e lo faremo anche adesso. La corte d'appello ha deciso che l'associazione criminale che avevamo portato in giudizio era di stampo mafioso e utilizzava il metodo mafioso. Era una questione di diritto che evidentemente i giudici hanno ritenuto fondata", ha detto Cascini dopo la sentenza.


Alessandro Diddi, avvocato di Salvatore Buzzi, ritiene "quanto accaduto grave, è un atto assolutamente stigmatizzabile l'aver riconosciuto in questa roba la mafia. Credo - continua Diddi - che per molti cittadini da oggi sia molto pericoloso vivere in Italia: è una bruttissima pagina per la giustizia del nostro Paese".


Posizione condivisa da Giosuè Naso, legale di Carminati: "Questa sentenza rappresenta per me una sorpresa, perchè già non condividevo la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto due associazioni distinte. L'insussistenza dell'accusa mafiosa mi sembrava inattaccabile: mi sbagliavo. Questo collegio ha invece riconosciuto l'esistenza della mafia". Ribadisce Naso: "E se persino questo collegio, che è uno dei migliori della corte d'appello, ha riconosciuto l'aggravante mafiosa di questa, o io non capisco più nulla di diritto, ci può stare, oppure è successo qualcosa di stravagante che ha influito sulla sentenza. In questo Paese la magistratura mette bocca su tutto e si arroga il compito di moralizzare la società".


Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, si è espresso sulla sentenza: "Questa sentenza conferma la gravità di come il sodalizio tra imprenditoria criminale e una parte della politica corrotta abbia devastato Roma". "Conferma, qualota ce ne fosse ancora bisogno, che bisogna tenere la barra dritta sulla legalità. È quello che stiamo facendo e continueremo a fare per questa città e i cittadini", ha aggiunto Raggi.

[Foto: roma.corriere.it]

Danilo De Rosa

InfoOggi.it Il diritto di sapere