Omaggio a Walter Scott, creatore del romanzo storico moderno

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VASTO, 15 AGOSTO 2015 - Era il 15 agosto del 1771 quando nacque lo scrittore scozzese Walter Scott....

VASTO, 15 AGOSTO 2015 - Era il 15 agosto del 1771 quando nacque lo scrittore scozzese Walter Scott. Figlio di un avvocato di Edimburgo, si dedicò alla carriera di giurista prima di intraprendere quella di scrittore, attività che lo portò alla notorietà letteraria con alcune opere come La donna del lago (1810), Waverley (1814), Rob Roy (1818) e Ivanohe (1819). Il suo nome nella letteratura moderna è legato all’ideazione del romanzo storico, un tipo di racconto ambientato in diversi periodi storici con personaggi reali o d’invenzione; la sua attenzione per il mondo scozzese, tramite queste opere, lo ha reso, inoltre, lo scrittore nazionale della Scozia.

Walter Scott: da avvocato a scrittore

Nato in una famiglia benestante di Edimburgo, Water Scott fu indotto verso gli studi di giurisprudenza dal padre avvocato ma, dopo la laurea, scelse di dedicarsi al mondo letterario. La sua prima attività fu quella di traduttore di romanzi tedeschi, proseguendo poi nella scrittura di brevi poemi. Nei primi anni dieci dell’ottocento compone opere come Marmion (1808) e La donna del Lago (1810) che divennero, successivamente, dei successi cinematografici e lirici, come nel caso di quest’ultima opera adattata da Gioacchino Rossini. Amante del mondo scozzese, Scott, inizia a dedicarsi ai romanzi storici riproponendo gli usi, i costumi e le tradizioni più radicate della Scozia ottocentesca, dove non mancano riferimenti ai kilt maschili e alle cornamuse che sono il simbolo culturale di questa terra. Con oltre cinquanta opere scritte, Walter Scott morì nel 1832 lasciando una moglie e cinque figli.

Walter Scott e il romanzo storico: da Waverley a Ivanohe, lungo la storia scozzese

La fortuna letteraria di Walter Scott si ebbe con l’opera Waverley, un capolavoro, inizialmente lasciato incompiuto e anonimo per timore di un insuccesso, che venne terminato dallo stesso Scott nel tentativo di racimolare denaro per la sua tipografia. Waverley è ambientato in Scozia durante la rivolta tra gli Stuart e gli Hannover; la particolarità di questo romanzo è quella di aver esaltato il folklore scozzese, di aver abbandonato l’eroe epico romantico e di aver dato spazio alla natura e al paesaggio, unendo gli studi accademici e l’esperienza diretta dello scrittore. Secondo Carlyle, Walter Scott «ha insegnato questa verità [...] sconosciuta agli storici, che le epoche trascorse erano in verità piene di uomini viventi, non di protocolli, documenti statali, controversie e astrazioni di uomini».

In seguito a Waverley, Scott produsse, nei due anni successivi, anche Guy Mannering e The Antiquarian, segnando così una trilogia totalmente scozzese. La scrittura del romanzo storico divenne, così, un marchio di fabbrica per Walter Scott, che utilizzò le sue conoscenze poetiche per produrre dei dialoghi sapienti in grado di rappresentare la vera anima dei suoi personaggi. Un’altra opera degna di nota è Ivanohe, romanzo storico del 1920 che viene considerato dagli studiosi come il primo vero romanzo storico, definizione determinata, probabilmente, dalla maturità letteraria raggiunta da Scott. L’opera è ambientata in Inghilterra durante il conflitto normanno-sassone di Riccardo Cuor di Leone, ma tratta in realtà delle vicende avvenute durante lo scontro tra inglesi e scozzesi – un esempio narrativo dal quale trarrà ispirazione Manzoni ne I promessi sposi. La storia si articola in quattro sezioni che permettono a Scott di dare rilevanza all’argomento che più gli sta a cuore: il nazionalismo. Scott continuerà a scrivere opere fino al 1832, anno in cui muore lasciando ai posteri un patrimonio letterario di grande valore e prestigio.

Erica Benedettelli

[immagine da theguardian.com]

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