Paolo Borsellino: le frasi celebri

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PALERMO, 19 LUGLIO 2014 - Il 19 Luglio 1992 moriva Paolo Borsellino. Il giudice antimafia è r...

PALERMO, 19 LUGLIO 2014 - Il 19 Luglio 1992 moriva Paolo Borsellino. Il giudice antimafia è rimasto ucciso durante l'attentato di Via D'Amelio, insieme alla sua scorta. Solamente uno degli agenti è sopravvissuto all'esplosione.

 

Le frasi famose di Paolo Borsellino

 "Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"

"E' normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti"

"A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato"

"Io accetto, ho sempre accettato più che il rischio. Lle conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall'inizio che dovevo correre questi pericoli. La sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi, come viene ritenuto, in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro"

"Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri"

"Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo"

"Almeno, l'opinione pubblica deve sapere e conoscere. Il pool deve morire davanti a tutti"

"La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"

"Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene"

"Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo"

"Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare"

(Foto da nanopress.it)

Alessia Malachiti

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