Paolo Borsellino: 22 anni fa la Strage di Via D'Amelio

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PALERMO, 19 LUGLIO 2014 - Era il 19 Luglio del 1992, quando l'Italia intera rimase sconvolta dalle i...

PALERMO, 19 LUGLIO 2014 - Era il 19 Luglio del 1992, quando l'Italia intera rimase sconvolta dalle immagini che i media divulgavano da Via D'Amelio, a Palermo.

Un'esplosione tolse la vita al giudice antimafia e procuratore aggiunto di Palermo Paolo Borsellino ed ai membri della scorta:Agostino Catalano, Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. L'agente Antonino Vullo fu l'unico sopravvissuto.

L'attentato, di stampo terroristico-mafioso, avvenne mentre Paolo Borsellino si recava a fare visita alla propria madre, in Via D'Amelio. Qui, un'autobomba esplose. Lo scoppio della Fiat 126 colma di tritolo venne azionato con un sistema radiocomandato a distanza, nel momento in cui il giudice antimafia si apprestava a citofonare presso l'abitazione della madre.

Solamente due mesi prima, si verificò la Strage di Capaci, attentato durante il quale perse la vita il collega di Paolo Borsellino, il giudice antimafia Giovanni Falcone. Erano gli anni delle bombe, della lotta alla mafia siciliana e dell'attenzione rivolta dagli inquirenti e dai media nei confronti del boss Totò Riina. Quest'ultimo avrebbe presieduto la riunione durante la quale, Cosa Nostra, decise di dare inizio ad una stagione di attentati.

Dopo il tragico attentato a Giovanni Falcone, l'Italia si trovava a dover reagire alla morte di Paolo Borsellino, che negli anni divenne, insieme al collega, simbolo della lotta contro la mafia. Furono anni "difficili", durante i quali Cosa Nostra sembrava aver vinto il braccio di ferro contro la giustizia.

Negli ultimi anni, il gip di Caltanissetta, Alessandra Bonaventura Giunta, avanzò l'ipotesi secondo cui Paolo Borsellino venne ucciso poichè avrebbe ostacolato la cosiddetta trattativa Stato-Mafia, su ordine di Totò Riina. Vincenzo Calcara, collaboratore di giustizia, rivelò che già nel Settembre del 1991 Cosa Nostra stava organizzando l'esecuzione del giudice, affermando che il proprio boss, Francesco Messina Denaro, a capo della cosca Castelvetrano, gli avrebbe intimato di prepararsi per la strage.

Ai funerali di Paolo Borsellino, tenutesi in forma privata poichè la moglie Agnese rifiutò la cerimonia di Stato, accusando il governo di non aver messo in atto tutte le misure necessarie alla protezione del marito e della sua scorta, si presentarono in diecimila.

Un chiaro segno che la lotta di Paolo Borsellino contro la mafia, l'Italia non l'avrebbe mai stata dimenticata.

Per approfondire
Le frasi celebri di Paolo Borsellino

(Foto da studenti.it)

Alessia Malachiti

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