Pastorale della Salute CEI, Falerna ospita il convegno nazionale per la prima volta in Calabria
Dal 18 al 21 maggio 2026 il XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute porterà in Calabria un confronto su cura, comunità, sanità e vicinanza alle persone fragili.
La Calabria si prepara ad accogliere un appuntamento di rilievo nazionale per il mondo ecclesiale, sanitario e sociale. Dal 18 al 21 maggio 2026, a Falerna, si svolgerà il XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute, promosso dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della Salute della CEI. Si tratta di un evento particolarmente significativo perché, per la prima volta, il convegno nazionale approda in Calabria, territorio in cui il tema della salute e della sanità assume un valore ancora più forte e concreto.
Il tema del convegno: “Scoperchiarono il tetto”
Il titolo scelto per questa edizione è “Scoperchiarono il tetto”, un richiamo evangelico che invita a riflettere sulla dimensione comunitaria della cura. Il riferimento è al racconto del paralitico portato davanti a Gesù grazie all’aiuto di altre persone: un’immagine potente, che mette al centro la solidarietà, la prossimità e la responsabilità collettiva nei confronti di chi soffre.
L’obiettivo del convegno sarà quello di approfondire il ruolo della Pastorale della Salute non solo all’interno della Chiesa, ma anche nel rapporto con il sistema sanitario, con le istituzioni e con la società civile. La cura, infatti, non riguarda soltanto l’aspetto medico, ma coinvolge anche la dimensione umana, spirituale, relazionale e comunitaria.
Don Massimo Angelelli: “La salute in Calabria è una sfida e un segno di attenzione”
Durante la conferenza stampa di presentazione, don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale di Pastorale della Salute della CEI, ha sottolineato il valore simbolico e concreto della scelta di svolgere il convegno in Calabria.
Secondo don Angelelli, parlare di salute e sanità in Calabria rappresenta certamente una sfida, ma anche un segnale di attenzione da parte della Chiesa italiana verso un territorio che negli anni ha espresso con forza richieste, proteste e speranze legate al diritto alla cura.
Il convegno, dunque, sarà anche un’occasione per affrontare con serenità e responsabilità le criticità del sistema sanitario, senza dimenticare le esperienze positive, le buone pratiche e il messaggio di vicinanza che la Chiesa intende portare alle persone malate e alle loro famiglie.
Una Chiesa vicina a chi soffre
Uno dei messaggi centrali emersi dalla presentazione riguarda il tema della solitudine nella malattia. Quando una persona vive un problema di salute, uno degli aspetti più dolorosi può essere proprio sentirsi sola, abbandonata o non ascoltata.
La Pastorale della Salute nasce anche per rispondere a questo bisogno: essere presenza, ascolto e accompagnamento. La Chiesa, attraverso operatori pastorali, sacerdoti, volontari e comunità locali, vuole testimoniare una vicinanza concreta a chi attraversa momenti di fragilità.
La scelta di essere fisicamente in Calabria, con un appuntamento nazionale, diventa quindi un gesto di prossimità: non solo parole, ma presenza reale accanto a un territorio che chiede attenzione sul piano sanitario, sociale e umano.
Focus su giovani, alimentazione e stili di vita
Tra gli argomenti del Convegno nazionale di Pastorale della Salute ci sarà anche una riflessione sugli stili di vita, con particolare attenzione ai giovani. Don Massimo Angelelli ha evidenziato l’importanza di coinvolgere anche gli studenti, soprattutto su temi come alimentazione, benessere e prevenzione.
Nel programma è prevista la partecipazione di tre istituti superiori, chiamati ad ascoltare e condividere una riflessione sul rapporto tra stili di vita e alimentazione. Un tema attuale, soprattutto alla luce della crescente attenzione verso i disturbi del comportamento alimentare, considerati una vera emergenza per molte giovani generazioni.
Parlare di salute, dunque, significa anche educare alla prevenzione, alla cura del corpo, all’equilibrio personale e alla consapevolezza delle proprie abitudini quotidiane.
Il saluto della Diocesi di Lamezia Terme
Nel corso della presentazione è intervenuto anche don Francesco Farina, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, che ha portato i saluti del vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, assente per impegni familiari.
Don Farina ha ribadito un concetto centrale: nessuno deve essere lasciato solo davanti alle sfide della salute. Non si tratta soltanto di questioni politiche o organizzative, ma anche di sfide profondamente umane. La sofferenza, se vissuta nell’isolamento, rischia di trasformarsi in abbandono; per questo la Chiesa è chiamata a essere comunità che accompagna, sostiene e si prende cura.
Una sessione dedicata alla comunicazione della sanità
Nella prima giornata del convegno è prevista anche una sessione tematica organizzata insieme all’Ordine dei giornalisti della Calabria. Il tema sarà “Comunicare la sanità: aspetti deontologici e rispetto per chi soffre”.
Si tratta di un approfondimento particolarmente importante, perché il racconto della sanità richiede competenza, sensibilità e responsabilità. Parlare di malattia, fragilità e sofferenza significa rispettare le persone coinvolte, evitare spettacolarizzazioni e mantenere sempre al centro la dignità umana.
La sessione prevede anche il riconoscimento dei crediti formativi, confermando il valore professionale e deontologico dell’iniziativa.
Falerna al centro del dialogo nazionale su cura e comunità
Il XXVII Convegno nazionale di Pastorale della Salute sarà quindi molto più di un appuntamento ecclesiale. Sarà uno spazio di confronto tra Chiesa, istituzioni, sanità, scuola, giornalismo e società civile.
La presenza in Calabria assume un significato forte: portare al centro del dibattito nazionale un territorio spesso segnato da difficoltà sanitarie, ma anche ricco di energie, competenze, comunità e desiderio di riscatto.
Dal 18 al 21 maggio, Falerna diventerà il luogo in cui parlare di cura non solo come assistenza, ma come relazione, responsabilità condivisa e vicinanza concreta a chi vive la fragilità.
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