PayPal non prenderà parte al progetto di valuta digitale ‘libra’

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ROMA, 7 OTTOBRE - La società di servizi di pagamento PayPal ha annunciato venerdì 4 ottobre 2019 che in definitiva, non prenderà parte al progetto di valuta digitale ‘libra’portato avanti da Facebook e che dovrebbe essere lanciato a metà 2020.

Annunciata a metà giugno 2019, ‘libra’ viene presentata come una valuta digitale che offre un metodo di pagamento alternativo ai canali bancari tradizionali, che consente di acquistare beni o inviare denaro con la stessa facilità con cui si invia un messaggio istantaneo. Si propone come una criptovaluta, una 'valuta digitale decentralizzata'ossia,non controllata o emessa da un organismo centrale come ad esempio la 'Banca Centrale Europea'. Si colloca su crittografia, una sorta di“scrittura segreta”, tale da non poter essere letta se non da chi conosce la chiave usata nel comporla, che consiste in un meccanismo di scrittura comprensibile e decifrabile soltanto da chi conosce un determinato codice. 

Ispirata da cripto-asset come bitcoin, deve essere gestita da un consorzio senza scopo di lucro, del quale faceva parte PayPal fino a venerdì 4 ottobre. Quasi 30 partner, simili a questa società, hanno annunciato la loro partecipazione a questo progetto, non da ultimo: Visa, Mastercard, Uber e persino Free e Spotify.

Questa decisione di PayPal priva Facebook di un investimento di almeno 10 milioni di dollari (9,1 milioni di euro), ma mette in dubbio principalmente la possibilità che altri partner abbiano annunciato di disimpegnarsi. Da diversi giorni circolano voci sulla stampa anglosassone di un probabile ritiro di Visa e Mastercard. 

Da parte sua, PayPal non ha fornito alcuna giustificazione ufficiale per il suo ritiro. Una fonte vicina alla società ha dichiarato al Financial Times che "sembra che ci sia stato poco lavoro preparatorio fatto con i regolatori finanziari" e che i servizi di pagamento come Paypal non volessero " non vedere l'attenzione dei regolatori ‘spingersi troppo’ sulla loro attività".

In effetti, secondo una fonte vicina alle società interessate, il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti, ha inviato richieste ai partner della ‘libra’ per chiedere una revisione completa dei loro programmi antiriciclaggio.

Le principali banche centrali internazionali hanno rapidamente espresso la loro sfiducia nei confronti di un simile progetto in più di un modo.

La prima fonte di preoccupazione è la cattiva reputazione di Facebook per la privacy e la protezione dei dati personali. In secondo luogo, questo sistema monetario parallelo incoraggia il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale o persino il finanziamento del terrorismo, la mancanza di controllo. Infine, le dimensioni di Facebook, il social network leader nel mondo con 2,7 miliardi di utenti (inclusi Instagram, WhatsApp, Messenger ...), implicano anche che la nuova valuta potrebbe complicare il compito di controllare il sistema finanziario internazionale devoluto alle banche centrali.

Luigi Palumbo

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