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Pontiak: in viaggio nel deserto. Report del concerto al Circolo degli Artisti

Lazio

ROMA, 27 OTTOBRE 2014 – Ieri sera si è conclusa la seconda parentesi italiana del tour dei Pontiak per la promozione di Innocence, pubblicato lo scorso gennaio. Dopo la convincente trance dal 9 al 13 di aprile – Ravenna, Roma, Conegliano, Torino e Brescia – i tre fratelli Carney ritornano a visitare il bel paese, dopo solo sei mesi e di nuovo per ben 5 date: il 22 a Roma; il 23 a Milano; il 24 a Bologna; il 25 a Brescia; il 26 a Savona.

Lo scorso mercoledì, presso il Circolo degli Artisti a Roma, Jennings, Van e Lain Carney hanno condiviso il palco con una band locale, i Dianetica, di cui molto probabilemente sentiremo parlare in un prossimo futuro.

[MORE]I Pontiak nascono in Virginia nel 2004 e sono molto prolifici, infatti in dieci anni pubblicano tre EP e ben sette album: nel 2005 White Buffalo EP; nel 2006 Valley of Cats; nel 2007 Sun on Sun; nel 2008 Kale EP; nel 2009 Maker e Sea Voids; nel 2010 Living; nel 2011 Comecrudos EP; nel 2012 Echo Ono; infine, quest'anno Innocence. Lo stile dei tre fratelli Carney Jennings: basso, organo e voce; Van: chitarra e voce principale; Lain: batteria e voce – è da ricercare principalmente tra la neo-psichedelia e lo stoner ma, a ben ascoltare, sconfinano in altri territori senza dar modo di farsi tracciare intorno dei confini definiti.

La serata inizia, come predetto, con un trio di giovani romani che sembrano usciti direttamente dagli anni novanta: i Dianetica. Molto espressivi e capaci di tenere il palco si muovo anch'essi su sonorità stoner ma con tendenze opposte, indirizzati verso il noise e la scena grunge. Un'appassionante mezzora che ci prepara le orecchie al trio, un po' meno giovane, della Virginia che parte carichissimo con Surrounded by Diamonds e si scioglie via via con vari pezzi di Innocence – tra cui Ghosts, Shining, Lack Lustre Rush e l'omonima Innocence – e con vecchie glorie quali: Royal Colors, Shell Skull, Part 3, The North Coast, Left with Lights e Lions of Least. Brani che ascoltati singolarmente esprimono la loro diversità ma insieme si amalgamano, diventano omogenei, fino a sintetizzarsi in una summa di rock degli ultimi decenni del secolo scorso, vagando senza meta ma con una costante leggerezza e tranquillità in un caldo deserto psichedelico. Tutto ciò accade su un palco qualunque in una qualunque città del lunghissimo, e ancora in corso, tour di Innocence e l'emozione è fortissima.

 

 

Laratta Federico

 

A seguire la fotogallery!

 

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