Siria, forze governative arrivano alle porte di Dayr az Zor
Estero Campania

Siria, forze governative arrivano alle porte di Dayr az Zor

lunedì 4 settembre, 2017

 DAYR AZ ZOR (SIRIA), 4 SETTEMBRE – E’ cinta d’assedio l’ultima delle grandi città ancora in mano all’Isis in Siria: Dayr Az Zor. Le forze governative, appoggiate dalla Russia e dall’Iran, hanno infatti raggiunto i quartieri della periferia ovest del capoluogo e sono pronti a sferrare l’offensiva decisiva.[MORE]

L’AVANZATA – Dopo la scelta dell’amministrazione Trump di defilarsi dal teatro di guerra siriano, l’intera manovra è stata portata avanti dagli uomini fedeli ad Assad e dai suoi alleati Mosca e Teheran. L’esercito regolare si è mosso da sud-ovest, dopo aver conquistato poco più di un mese fa la città di Sukhnah, crocevia necessario lungo la strada per Dayr Az Zor.

Nella giornata di sabato, media vicini ad Hezbollah hanno riportato della conquista di Jebel al-Bashri, poco più di trenta chilometri ad ovest della città. Domenica, invece, i soldati governativi sono giunti a circa 10 km dal centro urbano. Anche l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, tradizionalmente all'opposizione, ha confermato l’arrivo delle forze governative a ridosso dei quartieri lealisti.

LA SITUAZIONE IN CITTA’ – Dayr Az Zor non è infatti attualmente sotto il pieno controllo del califfato (o di ciò che ne resta). Alcuni quartieri cittadini, sono ancora sotto il controllo delle forze fedeli ad Assad, ed hanno resistito negli ultimi mesi grazie ad operazioni militari condotte a distanza dagli alleati del regime e al lancio di armi e viveri da parte dell’aviazione russa e delle organizzazioni internazionali (per i civili).

Nel luglio scorso, inoltre, la popolazione di alcuni villaggi nei pressi della città, presumibilmente galvanizzata dall’imminente arrivo dell’esercito regolare siriano, si è sollevata contro l’Isis uccidendo alcuni jihadisti tra cui, secondo le fonti, anche un comandante.

GLI SVILUPPI – La battaglia per la presa dell’ultima roccaforte Isis potrebbe essere quella “finale”, rappresentando così il canto del cigno per il sedicente stato islamico. Se così fosse, a mettere fine a Daech come “stato” sarebbero le forze lealiste di Assad, con l'aiuto russo e delle milizie sciite iraniane e di Hezbollah: uno scenario indubbiamente suscettibile di ripercuotersi sul futuro assetto geopolitico della regione mediorientale.

Paolo Fernandes

Foto: alchetron.com

 


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