Time elegge il movimento #MeToo come persona dell'anno
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Time elegge il movimento #MeToo come persona dell'anno

mercoledì 6 dicembre, 2017

NEW YORK, 6 DICEMBRE - Come di consueto, il celebre settimanale americano Time ha incoronato la “persona dell’anno”, cioè chi ha maggiormente influenzato le notizie di quell’anno. Quest’anno è stato scelto il movimento che si riunisce sotto l’hashtag #MeToo, definite dalla rivista come “Silence Breaker” (letteralmente, “coloro che hanno rotto il silenzio”). [MORE]

In copertina compaiono sei donne, di cui una è rappresentata solo attraverso il gomito, le quali hanno contribuito nel corso di questi mesi al movimento di denuncia contro le molestie sessuali: si tratta di Ashley Judd, l’attrice americana che a gran voce ha stigmatizzato le molestie, l’ingegnere Susan Fowler che ha denunciato Uber, la cantante Taylor Swift, la lobbysta Adama Iwu e una lavoratrice che ha denunciato le molestie e le minacce ricevute. Viene rappresentata solo attraverso il braccio una dipendente di un’ospedale che ha contribuito alle denunce ma che ha preferito rimanere anonima.

Negli ultimi mesi, numerose donne e un gruppo di uomini hanno fatto sentire la propria voce per mettere in luce le frequenti molestie a sfondo sessuale ricevute nei campi più disparati, dal cinema – si ricordi il celebre caso Weinstein – fino alla politica, dall’imprenditoria al mondo accademico. Il fioccare di denunce ha creato un effetto a cascata, portando diverse vittime a raccontare la propria esperienza.

“La galvanizzante azione delle donne che abbiamo voluto in copertina, insieme a quella di centinaia di altre e anche a quella di molti uomini hanno scatenato uno dei più veloci cambiamenti culturali dagli anni Sessanta ad oggi" ha dichiarato Edward Felsenthal, direttore del Time, aggiungendo che “ci sono individui che ispirano il mondo e queste donne hanno spinto tutti a smettere di accettare l'inaccettabile”.

Fra gli altri candidati di quest’anno compaiono anche Jeff Bezos, fondatore di Amazon, l’atleta Keapernick per le proteste di “Take a knee” e il principe Mohammed bin Salaman, il quale ha condotto una campagna anticorruzione in Arabia Saudita. Smentita l’affermazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale avrebbe erroneamente di aver rifiutato la nomina come “persona dell’anno”. Il settimanale americano ha smentito questa affermazione, ribadendo che la scelta del candidato avviene in modalità differenti.

[Foto: New York Post ]

Velia Alvich


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