L'Ue stringe i tempi sugli Eurobond
Economia Lombardia

L'Ue stringe i tempi sugli Eurobond

lunedì 21 novembre, 2011

MILANO, 21 NOVEMBRE 2011 – La Commissione europea ha iniziato a stringere i tempi per arrivare all’emissione di titoli obbligazionari comuni all’Eurozona. Grazie a questi titoli si potrebbe risolvere la crisi in atto, ma Berlino, tramite il portavoce del governo tedesco, Steffen Siebert, ha già ribadito seccamente il suo no agli Eurobond che <<non risolverebbero il problema alle radici>>.[MORE]

L’emissione degli “stability bond”, come preferisce chiamarli la Commissione, aiuterebbe a risolvere la crisi dei debiti sovrani che sta appesantendo i conti pubblici soprattutto di Italia, Spagna e Francia. Si stanno valutando tra opzioni: la prima è la completa sostituzione delle emissioni di titoli pubblici nazionali con i nuovi titoli, la seconda è la sostituzione parziale, e la terza è una sostituzione parziale senza garanzie congiunte e con una responsabilità pro-quota che resterebbe in capo ai singoli Stati.

Le prime due soluzioni sono quelle che darebbero maggiori vantaggi, ma richiederebbero anni di tempo a causa delle fondamentali modifiche da apportare ai trattati su cui si basa il funzionamento dell’Unione europea.
La terza opzione richiederebbe tempi più rapidi, ma comporterebbe minori vantaggi. Per questo motivo si pensa a un mix tra le diverse opzioni e la realizzazione del progetto in base alla definizione di una “roadmap” che divida il processo in diverse tappe.
Solo la prospettiva di queste obbligazioni potrebbe alleviare l’attuale crisi dei debiti sovrani e avere un impatto immediato sulle aspettative dei mercati allentando la pressione sui Paesi attualmente in difficoltà.

Il cosiddetto “Libro verde”, il documento della Commissione, fa parte di un pacchetto di misure anti-crisi che sarà adottato mercoledì 23 novembre e che comprende anche due proposte di regolamento destinate a rafforzare la disciplina di bilancio e i controlli esercitati dalle autorità di vigilanza europee sui conti pubblici nazionali. Si potranno mandare ispettori, come già avviene in Italia, ma il controllo potrà giungere fino alla messa sotto tutela se i controlli portassero a dover stilare una “dichiarazione d’inadempienza”, e se questa dovesse poi essere varata con votazione a maggioranza dal Consiglio europeo.

Questo irrigidimento dei controlli è legato anch’esso alla questione degli Eurobond. Solo un monitoraggio costante potrà neutralizzare le tentazioni di “azzardi morali” che gli “stability bond” potrebbero generare tra i governanti dei Paesi con problemi di bilancio e assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Inoltre, solo grazie a una maggiore severità si potrebbe convincere la Germania a correre in soccorso dei Paesi europei meno virtuosi.

Gaia Seregni


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