Umbria, dati su produzione e raccolta differenziata nel 2014

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PERUGIA, 05 AGOSTO 2015 – La Giunta regionale, nella sua ultima seduta, ha certificato i dati ...

PERUGIA, 05 AGOSTO 2015 – La Giunta regionale, nella sua ultima seduta, ha certificato i dati raccolti da ARPA Umbria e validati dall'Osservatorio regionale rifiuti relativamente alla produzione dei rifiuti e della raccolta differenziata su tutto il territorio regionale – focus su 92 comuni e 4 ATI del territorio regionale.

Dal recente studio emerge nel 2014 un lieve calo (0,67%) sul fronte della produzione regionale dei rifiuti, pari complessivamente a 484.483 tonnellate, contro le 3.274 tonnellate dell’anno precedente.
«Il calo - si legge nella nota della Regione - segue quello, più marcato, degli anni precedenti dovuto, in parte, alla diminuzione dei consumi derivante dalla crisi economica, ma anche alla riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare che, laddove correttamente effettuata, limita le possibilità di assimilazione ai rifiuti urbani di quote di rifiuti di provenienza extra-domestica».

In particolare, la «media pro-capite regionale, pari a 508 kg/ab equivalente, comprensiva di studenti non residenti e turisti "stabili" e occasionali, è risultata in calo di 7 kg/abitante rispetto al 2013»; mentre, la «media annuale regionale ha per la prima volta superato la soglia del 50%, attestandosi al 50,6%».

Guardando ai comuni con popolazione superiore ai 10mila abitanti, i migliori risultati sono stati registrati a Umbertide, Bastia, Marsciano e Todi, che, «grazie al completamento della riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare, hanno superato l'obbiettivo del 65% fissato dal Piano Regionale», risultati parimenti raggiunti da 13 comuni su 92. Eccellente anche il risultato storico incassato dal capoluogo umbro, che per la prima volta ha superato il 60%.

In merito invece alle diverse tipologie di rifiuti relativi alla raccolta differenziata, aumenta ancora una volta l’organico, mentre arretrano i quantitativi degli altri rifiuti (carta, plastica, vetro, metallo, legno), «presumibilmente - spiegano dalla Regione - a causa di minori quantità di rifiuti assimilati e della permanenza di cassonetti stradali per i rifiuti indifferenziati».

Domenico Carelli

(Foto: nec-eco.com)

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