Pubblico impiego: eliminati posto fisso e scatti d'anzianità

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ROMA - Crollano due pilastri portanti del pubblico impiego: la bozza del nuovo testo unico, nelle su...

ROMA - Crollano due pilastri portanti del pubblico impiego: la bozza del nuovo testo unico, nelle sue cento trentatré pagine, elimina il posto fisso e gli scatti di anzianità automatici.

Per quanto concerne il posto fisso, come riportato da un articolo del Corriere della Sera, il documento prevede che tutte le amministrazioni pubbliche comunichino annualmente al ministero di competenza le “eccedenze di personale” rispetto alle “esigenze funzionali o alla situazione finanziaria”.

In sostanza i dipendenti pubblici in surplus, si legge nell’articolo, “possono essere subito spostati in un altro ufficio, nel raggio di cinquanta chilometri da quello di provenienza con la mobilità obbligatoria”. Altrimenti possono essere messi in 'disponibilità’, condizione che implica l’assenza di lavoro e il percepimento dell'80% dello stipendio, compresi i contributi per la pensione.

Ma se nell’arco di due anni le ‘eccedenze’ non riescono a trovare un’altra occupazione, di qualsiasi livello professionale, rischieranno il licenziamento. Il nuovo testo unico prevede anche le sanzioni per gli uffici che non adempiono all’obbligo di comunicazione delle eccedenze: lo stop alle assunzioni e l'avvio del procedimento disciplinare per il dirigente.

La bozza del documento elimina gli scatti di anzianità e li rimpiazza con una valutazione dei dipendenti pubblici effettuata ogni anno dai dirigenti. Valutazione che verterà principalmente sugli obiettivi raggiunti; in base ai ‘punteggi’ ottenuti dagli impiegati verranno loro assegnati degli aumenti nelle retribuzioni.

Altre novità previste dalla bozza del nuovo testo unico sono l’obbligo della conoscenza della lingua inglese come requisito per accedere ai concorsi pubblici e la visita fiscale automatica per le assenze dei venerdì e nei giorni prefestivi. I buoni pasto da sette euro al giorno saranno egualmente riconosciuti a tutti i dipendenti pubblici. Ci sarà solo da attendere, forse il 2017, prima che la riforma della pubblica amministrazione, coi risvolti appena elencati, abbia luogo.

 

Luna Isabella

(foto da confartigianato.it)

 

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