Antitrust, multa esemplare alle compagnie telefoniche per truffa

31
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
ROMA, 21 GENNAIO 2015- L'Agcom (Autorità Garante delle comunicazioni) e l'Antitrust, do...

 ROMA, 21 GENNAIO 2015- L'Agcom (Autorità Garante delle comunicazioni) e l'Antitrust, dopo un'intensa attività di ricerca e ispezione, corroborata dal Nucleo speciale tutela mercati- Gruppo Antitrust della Guardia di Finanza, hanno comminato una pena particolarmente onerosa per quattro compagnie telefoniche con l'accusa di truffa

1,74 milioni di euro sia per Telecom Italia che H3G e  800 mila euro, ciascuno, a Wind e Vodafone. L'accusa ruota intorno l'attivazione, senza permesso dell'utente, di servizi extra, premium che graverebbero sul conto dei malcapitati, generando onerosi abbonamenti.

Non è di certo la prima volta che un caso simile viene affrontato dalle due autorità e proprio per questo hanno deciso di attribuire le citate sanzioni, ulteriormente lievitate per i comportamenti aggravanti tenuti dalle compagnie stesse. Secondo quanto comunicato dai responsabili dell'Antitrust ai giornalisti di Repubblica.it, si tratterebbe di un vero e proprio business che incrementerebbe notevolmente i bilanci delle compagnie. Business producente "quasi un miliardo di euro l'anno". 

L'Agcom pubblicherà una delibera per avversare il sistema, sistema che sfrutterebbe i banner e le pubblicità di siti web e app, a volte palesi, altre occulti, che, anche se apparentemente innocui, produrrebbero abbonamenti o addebiti agli utenti. Un meccanismo che secondo l'Antitrust sarebbe prodotto non solo dai fornitori di servizi e pubblicità ma anche, e soprattutto, dagli operatori. Si parla di una "pratica commerciale scorretta" che all'assenza di informazione e del "blocco selettivo" da parte degli utenti, aggiungerebbe un "comportamento aggressivo" generante incontrollate procedure di fatturazione a danno di terzi.

Gli operatori avranno 60 giorni per comunicare all'Antitrust le misure che intenderanno approntare, nel frattempo non si esclude la possibilità, da parte delle compagnie, di un ricorso al  Tar.

Fonte foto: investireoggi.it

Ilary Tiralongo

InfoOggi.it Il diritto di sapere