Appalti sospetti in Calabria, Oliverio sotto accusa

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CATANZARO, 17 DICEMBRE. - Lavori pubblici per oltre sedici milioni di euro finiti ad una ditta, unic...

CATANZARO, 17 DICEMBRE. - Lavori pubblici per oltre sedici milioni di euro finiti ad una ditta, unica partecipante, strettamente legata alla potente cosca Muto di Cetraro, in provincia di Cosenza, quindi l'inizio di una serie di scambi reciproci, tra coperture e liquidazioni non dovute, fino a coinvolgere direttamente il presidente della Giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio, esponente di primo piano del Pd, finito con l'obbligo di dimora nella sua citta', San Giovanni in Fiore, con l'accusa di abuso d'ufficio. L'operazione "Lande desolate", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e portata a termine dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro, ha permesso di notificare sedici misure cautelari emesse dal Gip distrettuale di Catanzaro, Pietro Care', nei confronti di politici, imprenditori, dirigenti della Regione e tecnici.

Figura chiave dell'inchiesta e' l'imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, 42 anni, residente a Roma, e ritenuto a tutti gli effetti collegato alla cosca Muto di Cetraro. La sua impresa ha conquistato, senza avere alcun avversario, le gare d'appalto per realizzare o riqualificare l'impianto sciistico di Lorica, in Sila, e dell'aviosuperficie di Scalea. Su questo il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, non ha dubbi: - "L'impresa Barbieri e' di riferimento della famiglia di 'ndrangheta Muto di Cetraro. I due lavori dovevano essere fatti anche a partecipazione privata, investendo tre milioni di euro, ma sono state usate solo briciole. La cosa che ci ha meravigliato e ci ha fatto accendere i riflettori - ha sottolineato - e' che a partecipare a questo bando, con fondi europei, e' stata sola la ditta Barbieri. Una anomalia che ci ha fatto pensare ad interessi di 'ndrangheta".

 In questo contesto si sono aperte le porte del carcere per l'imprenditore Barbieri, mentre agli arresti domiciliari sono finiti: Vincenzo De Caro, 66 anni, consulente esterno della Regione Calabria; Gianluca Guarnaccia, 43 anni, collaboratore di Barbieri; Carmine Guido, 58 anni, condirettore dei lavori a Lorica; Marco Trozzo, 46, direttore di cantiere; Francesco Tucci, 63, direttore dei lavori; Luigi Giuseppe Zinno, 64, dirigente della Regione Calabria. Obbligo di dimora, oltre che per il governatore Gerardo Mario Oliverio, 65 anni, anche per l'ex sindaco di Pedace, Marco Oliverio, 44 anni. Sospensione dall'esercizio di pubblico ufficio per Rosaria Guzzo, 63 anni, dirigente della Regione Calabria; Pasquale Latella, 54, responsabile unico del procedimento per i lavori a Scalea; Damiano Francesco Mele, 52, Rup per Lorica; Paola Rizzo, 49, dirigente della Regione Calabria. Divieto temporaneo di esercizio di attivita' professionale e di impresa per Carlo Cittadini, 43 anni, imprenditore; Ettore Della Fazia, 58, collaboratore di Barbieri; Gianbattista Falvo, 62, imprenditore. Il presidente Oliverio, che ha negato ogni accusa ed ha iniziato lo sciopero della fame, avrebbe esercitato "pressioni indebite" sui dirigenti dell'assessorato regionale al Turismo, al fine di far ottenere all'imprenditore Gaetano Ottavio Barbieri, la liquidazione di ingenti somme.

I lavori sarebbero stati pagati con stati di avanzamento non veritieri che avrebbero permesso di accelerare le liquidazioni nonostante le opere non fossero affatto realizzate. Quindi, nuovi fondi per completare le opere, senza gare di appalto, e consentendo ai privati, lo stesso Barbieri, di non investire la parte privata che doveva servire per l'ultimazione delle due opere. In cambio di tutto questo, Mario Oliverio avrebbe ottenuto un aiuto politico, nel senso che lo stesso Barbieri avrebbe rallentato i lavori di realizzazione di Piazza Bilotti, a Cosenza, per danneggiare il sindaco di centrodestra Mario Occhiuto, possibile candidato alla presidenza per le prossime elezioni regionali. Oltre al fronte giudiziario, l'inchiesta ha aperto anche un nuovo dibattito politico, con il M5s che chiede le dimissioni immediate di Oliverio, Fi che parla di accuse gravi e con il Pd che chiede tempo per esaminare le carte dell'accusa. In serata, intanto, il vice presidente della Giunta regionale Russo ha riunito gli assessori per una valutazione sulla vicenda. (Agi)

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