Basket - Serie A1, giornata 27: Brescia ferma la corsa di Milano, raggiunta in vetta da Venezia

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NAPOLI, 24 APRILE – A tre giornate dal termine della regular season di Serie A1, a sorpresa e ...

NAPOLI, 24 APRILE – A tre giornate dal termine della regular season di Serie A1, a sorpresa e proprio quando sembrava aver trovato la forma e la quadratura di gioco ottimale, la capolista Olimpia Milano è caduta a Brescia dopo un overtime, concedendo alla Reyer la possibilità di effettuare l’aggancio (ed il sorpasso, in virtù della vittoria dei Lagunari nella partita di andata), in attesa dello scontro diretto in programma nell’ultima giornata.

La Reyer ha avuto il merito di cogliere l’occasione e sfruttare l’anticipo di mezzogiorno per mettere pressione all’Olimpia, che sarebbe stata poi nel pomeriggio impegnata a Brescia. Con la vittoria a Sassari (84-92), Venezia ha anche complicato i piani dei Sardi, ora a -2 dalla quota playoff, pur avendo mostrato grande solidità complessiva (un po’ in tutte le gare giocate dopo l’arrivo di coach Markovski). I Biancoblu hanno retto molto bene l’urto dell’attacco veneto, giocando punto a punto e ribattendo colpo su colpo fino al terzo quarto, quando si è alzata l’intensità difensiva dell’Umana ed è salito in cattedra l’ex Pistons Daye. L’ala statunitense (18 pt e 5 rb) ha mostrato continui lampi di classe ed ha consentito alla Reyer di realizzare lo strappo decisivo nell’ultimo quarto, coadiuvato anche dall’ex di turno Haynes (18), Watt (15) e Tonut (14). I tentativi di Bamforth (21) e compagni di ridurre lo svantaggio negli ultimi due minuti sono poi stati vanificati dall’eccessiva frenesia dei Sassaresi e da alcune palle perse banalmente da Bostic e Stipcevic.

Cantù ha più facilmente archiviato la pratica-Pesaro (vincendo 82-91), mettendo sempre più a rischio la posizione della VL, sempre ultima in classifica. L’equilibrio in campo è durato un solo quarto, a differenza di quello sugli spalti del Pianella, dove le due tifoserie gemellate hanno dato spettacolo. I Marchigiani sono stati poi costretti ad inchinarsi alla doppia doppia di Burns (18 pt e 14 rb), uno dei principali candidati alla vittoria del premio per l’MVP stagionale. Cantù ha serenamente amministrato il vantaggio e controllato la gara, affidandosi anche a Chappell (17) e Smith (15); vani sono stati i tentativi di Clarke (29), che con 11 punti consecutivi ha provato senza successo a dare la sveglia ai suoi nell’ultimo quarto.

Schema di gara simile al PalaPentassuglia, dove Brindisi è rimasta in partita praticamente solo nei primi 20’ per poi capitolare sotto i colpi di Johnson-Odom e Martin (27 pt a testa), uscendo alla fine sconfitta 72-99 per mano della Vanoli Cremona dell’ex coach Sacchetti. Gli ospiti hanno dominato in lungo e in largo nel secondo tempo, sfruttando anche l’assenza di Moore (e per certi versi anche quella dell’acciaccato Tepic) tra le fila pugliesi, per la verità in grado di mettere paura agli avversari ad inizio gara, portandosi (per pochi minuti) in vantaggio soprattutto grazie alla verve di Suggs (19). L’allungo cremonese nel secondo tempo è stato poi decisivo, spostando definitivamente l’inerzia della gara ed impedendo ancora una volta a Brindisi di agguantare i due punti che mancano per raggiungere la certezza matematica della salvezza.

A sorpresa, uno dei match più divertenti della giornata è stato quello disputatosi al PalaFantozzi, dove Avellino è riuscita ad avere la meglio sui padroni di casa della Betaland Capo d’Orlando soltanto dopo un tempo supplementare (73-77). Il pubblico di casa è stato un fattore per tutta la gara, infiammandosi sulle giocate di Knox (18) e compagni, abili a rispondere colpo su colpo agli ospiti nonostante gli sfavori del pronostico. Dopo l’equilibrio iniziale, proprio sulla sirena del primo quarto il palazzo è diventato una vera bolgia, esultando ai canestri finali di Faust ed Atsur. Nella seconda frazione, la Sidigas ha provato immediatamente a spingere sull’acceleratore con D’Ercole (13) per ribaltare il punteggio, ma è stato soprattutto l’attacco dell’Orlandina ad incepparsi, perdere ritmo e commettere alcune ingenuità tramutatesi in sanguinose transizioni avversarie. Fesenko è poi nel contempo salito in cattedra sotto le plance (11 rimbalzi), inaugurando un terzo quarto all’insegna della fisicità, nel quale i Paladini non si sono risparmiati (incassando spesso fischi arbitrali a sfavore). L’Orlandina, comunque, non si è arresa neppure alle triple di Filloy, abile a farsi trovare spesso libero sugli scarichi, restando a -8 anche all’ingresso nell’ultimo periodo, nel quale lo strappo è stato ulteriormente ricucito dai Siciliani fino ad agguantare il pareggio con un bel lay-up di Smith. Nel supplementare è stato poi D’Ercole a spegnere le speranze dei padroni di casa, rispondendo al miracolo di Stojanovic (14) e segnando la tripla finale, che ha costretto la Betaland ad uscire dal campo a bocca asciutta ma tra gli applausi convinti del pubblico.

Match particolarmente acceso anche al PalaDozza, dove la Virtus Bologna ha provato senza successo a fermare una lanciatissima Openjobmetis Varese (69-71), davvero in un periodo di grazia con sei vittorie di fila. La Virtus è dovuta presentarsi a questa classica del campionato italiano con le pesanti assenze di A. Gentile e Umeh, con un organico ridotto all’osso sugli esterni in attesa dell’arrivo del nuovo acquisto Wilson. In avvio di primo quarto, le problematiche offensive dei padroni di casa sono saltate presto all’occhio, a causa della difficoltà a mettere in ritmo tutto il quintetto, trovando gli unici terminali in Aradori e Baldi Rossi (rispettivamente 20 e 12 pt). Varese, nel contempo, ha fatto registrare tanti errori nelle conclusioni da 2 punti, segnando piuttosto molti canestri dall’arco (14 alla fine). Nel secondo parziale, le percentuali delle due squadre si sono abbassate ulteriormente, spiccando per la Virtus soltanto la grande abnegazione di S. Gentile (12 pt e 7 rb) e Pajola (spesso decisivo nella metà campo difensiva). La zona dei Biancorossi ha poi fermato ulteriormente l’attacco virtussino, provando quindi a completare l’opera dall’altra parte del campo con l’impatto di Larson al 27’ e le sue tre triple consecutive (14 alla fine per lui). Con cuore e grinta, poi, nell’ultima frazione Varese ha tentato un nuovo allungo con Vene e Cain (10 pt a testa), incassando la pronta risposta di Aradori, costretto agli straordinari in attacco. Il glaciale Avramovic (17 pt e 6 rb) ha però alla fine chiuso la contesa segnando i liberi della vittoria biancorossa a 5” dalla sirena.

Dopo 9 vittorie consecutive, si è fermata invece la striscia positiva dell’Olimpia Milano, sconfitta dalla Germani Brescia (88-85) nel derby lombardo tra queste due compagini per la prima volta negli ultimi 32 anni. Nonostante si affrontassero le due migliori difese del torneo dal punto di vista numerico, le percentuali nella prima frazione sono state altissime (entrambe le squadre si sono avvicinate al 70% dal campo) ed in particolare i Bresciani sono riusciti a costruire un vantaggio in doppia cifra (31-18) che è tornato poi utile in vista dei successivi tentativi di rimonta della squadra di Pianigiani, giunta all’intervallo lungo con un solo possesso di distanza, soprattutto grazie allo sforzo prodotto da Goudelock (22 pt e 5 rb). Al rientro sul parquet, le percentuali al tiro si sono naturalmente abbassate e Milano si è fatta ancora sotto con Cinciarini e Gudaitis (14 pt a testa). La partita si è quindi avviata in equilibrio verso la volata conclusiva, ma gli errori al tiro di entrambe le squadre non hanno consentito di evitare l’overtime. Nel supplementare, la calma dei padroni di casa ha fatto poi la differenza, giocando sulla pressione dell’Olimpia che doveva portare a casa la vittoria per rispondere alla Reyer; le giocate finali di Landry (21 pt e 9 rb) in tap-in e L. Vitali (autore di una stoppata decisiva su Cinciarini) hanno dunque chiuso definitivamente i giochi.

Vittoria più netta e meritata per Trento, che ha battuto Pistoia 85-70. Ottimo l’avvio dei padroni di casa, che hanno provato subito a prendere il largo con Sutton e Hogue (17 pt ciascuno), ma Mian (18) e McGee (16) si sono fatti trovare pronti mantenendo in vita i Toscani. McGee ha continuato ad essere molto efficace da dietro l’arco anche nella seconda frazione (4 triple realizzate), ma Gomes (16) e soprattutto Shields (19) hanno piazzato l’allungo decisivo proseguito poi anche nel terzo quarto. L’intensità di Pistoia è cresciuta soltanto negli ultimi 10’, quando la TheFlexx ha raggiunto anche il -1 ed ha costretto coach Buscaglia a chiamare time out per spezzare il ritmo. La stanchezza degli ospiti è stata però decisiva nel finale e l’Aquila ha azzannato definitivamente la preda con un parziale di 16-1 che è valso il successo.

Ancora nel tunnel della crisi i Gialloblu della Fiat Torino, giunti alla settima sconfitta consecutiva con il ko patito a Reggio Emilia (89-82), superando così il record negativo di sei L di fila nella stagione 92/93. A questo punto, peraltro, la squadra di Galbiati potrebbe aver salutato definitivamente la possibilità di disputare i playoff, pur avendo nel complesso condotto la gara per tre quarti, senza però aver mai affondato il colpo decisivo e subendo alla fine la rimonta reggiana. Una difesa eccessivamente ballerina è costata poi cara all’Auxilium, che troppe volte ha aperto l’area prestando il fianco alle penetrazioni degli esterni avversari, in particolare Markoishvili (24 pt impreziositi anche da un 7/7 dall’arco). Da segnalare anche la grande performance di Reynolds, autore di una doppia doppia da 29 pt e 18 rimbalzi e di un dominio incontrastato in entrambe le aree.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: legabasket.it

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