Bitcoin e la sua evoluzione se ne parla al Rotary Club di Soverato

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SOVERATO (CZ) 12 FEBBRAIO - “Fare chiarezza su queste nuove conoscenze tecnologiche”. Questo, l�...

SOVERATO (CZ) 12 FEBBRAIO - “Fare chiarezza su queste nuove conoscenze tecnologiche”. Questo, l’obiettivo prefissatosi dall’Ingegnere Elettronico Filippo Caminiti, in occasione del convegno svoltosi nella sede del Rotary Club di Soverato, in Via Dalmazia 8, dal titolo “Bitcoin e la sua evoluzione: introduzione alla rivoluzione dei sistemi Trustless (Blockchain). Prima di spiegare questi importanti concetti, la Presidente del Rotary Club di Soverato Francesca Catuogno ha introdotto l’argomento, spiegando l’importanza di questa nuovarealtà. “Il Bitcoin è una moneta virtuale che lega indissolubilmente tutti” ha affermato la Presidente “ e soltanto negli ultimi tempi si stanno intuendo le reali potenzialità, nonostante la diffidenza che ancora circola su questi nuovi sistemi di valute, soprattutto da parte delle banche che soltanto da poco hanno iniziato ad investire in questo settore”. 

“Ma Partiamo dal principio, cos’è il Bitcoin?” Da qui è voluto partire l’Ing. Caminiti, per spiegare questo ed altri concetti. “Il bitcoin, non è altro che una criptovaluta, nonché un sistema di pagamento come molti altri” ha spiegato “che si poggia su una Blockchain, ossia una tecnologia che permette la registrazione di dati che non possono essere modificati.”

All’apparenza possono sembrare dei concetti molto complicati, ma non è esattamente così. Di vero c’è da dire che, dietro questi sistemi, sono presenti degli algoritmi molto complessi originati da diverse materie quali finanza, economia, matematica, informatica e tante altre. Riuscire a decifrare studiare questi sistemi risulta quindi molto complicato ed ancora ad oggi molti ingegneri preferiscono restare estranei a questa materia. Basti pensare che alcuni utenti cercano di diventare dei Miners (minatori) nel cercare di risolvere questi complicatissimi puzzle e, se ci riescono, vengono premiati proprio con i Bitcoin!

Nel rispondere alla domanda com’è nata la passione per le criptovalute, Caminiti ha ammesso “Persino io per alcuni anni dalla nascita del Bitcoin ho guardato a questo fenomeno con diffidenza. Poi nel 2013 mi sono avvicinato a questi importanti sistemi, ma ho dovuto studiare moltissimo E nonostante i tanti anni e i diversi ruoli ricoperti nel campo informatico, le difficoltà non sono state poche nel comprendere tutte le dinamiche”.

Secondo molte persone, le origini di questa moneta sono da imputare ad un movimento cripto-anarchico nato negli anni 80 che si poneva L’obiettivo di favorire un cambiamento sociale e politico attraverso l’utilizzo della crittografia informatica, dal nome Cypherpunk. Non si sa chi abbia ufficialmente inventato il Bitcoin nel 2008, se una persona od un gruppo di esperti, ma a prescindere da tutto il creatore (o i creatori) si nasconde dietro lo pseudonimo si Satoshi Nakamoto. 

Ancora ad oggi, comunque, nonostante il successo riscosso da questo sistema, c’è molta diffidenza e gli attacchi non sono di certo mancati, da parte di vari enti quali gli istituti finanziari. “Questo perché” ha spiegato Caminiti “l’introduzione della Blockchain ha scosso le fondamenta dei servizi di pagamento online, poiché se prima il pagamento tra due individui avveniva sotto il controllo di un ente finanziario (una banca ad esempio), adesso invece, con questo nuovo sistema, la transazione avviene soltanto tra i primi due, escludendo possibili intermediari”. Nel primo caso parliamo di un sistema Trast, nel secondo, invece, di un sistema Trustless, che non è basato quindi sulla fiducia su un ente centrale o intermediario ma si autosostiene. Creato al fine di tutelare la privacy ed evitare che i dati personali di un individuo possano circolare ovunque, durante queste operazioni ogni utente che desidera inviare o ricevere in questo caso Bitcoin non presenta i propri dati, bensì un codice (chiave). La suddetta transazione verrà successivamente inserita in un database dove non potrà essere più modificata. “Differentemente da qual che può sembrare, è molto sicuro come sistema, visto che nonostante non siano presenti i dati di un utente, si può facilmente risalire a tutti le operazioni fatte ed, in caso di illeciti, essere così scoperti”.

Questo, quindi, è il motivo dei tanti attacchi da parte di diversi istituti che, intravedendo una potenziale minaccia, hanno provato inizialmente demolire questo sistema, ma senza successi. Per questa ragione molti detrattori, avendo ormai capito di non essere in grado di scardinarlo, onde evitare di rimanere indietro, si stanno adesso attrezzando per avere una propria Blockchain.

Poco dopo la nascita del Bitcoin, il suo costo è improvvisamente schizzato, toccando il costo di 16000 € a singola moneta, un valore altissimo, mentre adesso è quotato sui 3000 €. Chi ha investito all'inizio si è trovato improvvisamente ricco. Ha avuto quindi una crescita incredibile, ma anche un crollo. Inoltre, c’è da dire che la quantità di monete non è infinita; ogni anno ne vengono emesse un tot di nuove monete fino ad arrivare ad un massimo di 21 milioni di Bitcoin (attualmente ne circolano all'incirca 17,5 milioni). 

Questa criptovaluta sicuramente presenta tanti vantaggi a partire dalla trasparenza; Inoltre, non è centralizzata, in quanto non ha un server di riferimento, bensì possiede più di 50000 nodi (computer sparsi in varie zone del mondo gestiti dai vari utenti, che fanno da garante all’intero sistema), dove ognuno di essi possiede una copia del registro. Ultimi aspetti da non trascurare sono anche l’anonimato (come si è scritto prima ogni utente possiede un codice) e l’irreversibilità (nel momento in cui viene registrata una transazione non si può più eliminare e può essere visionata da tutti gli utenti).

Però ha anche le sue pecche, poiché oltre ad avere una velocità di pagamento molto lenta, (riesce ad elaborare al massimo 7transazioni al secondo, molto lenta rispetto ad altre piattaforme di cripto valuta oppure delle piattaforme centralizzate come paypal, al contrario velocissima), presenta problemi riguardo la scalabilità, in quanto nell’elaborare richieste numerose, c’è la possibilità concreta di intasare il sistema, nonché il rischio di non poter più accedere al proprio profilo, visto che se si perde il proprio codice non è più recuperabile, (si rischia di perdere quanto guadagnato). Ultimo fattore, ma non meno importante visto e considerato che rappresenta l’aspetto più criticato di questo sistema, riguarda l’enorme consumo di energia elettrica, stimato nel 2018 a 70 TW (quasi lo stesso consumo della nazione del Portogallo in un anno).

“Dobbiamo dire però il Bitcoin è stato come un pioniere, che ha dato vita a nuove generazioni di cripto valuta come per esempio Ethereum oppure Ripple” (anche se quest’ultima è un po’ differente, visto che è in mano agli istituti finanziari ed è legata ad un sistema centralizzato).

La parte più interessante della blockchain è rappresentata dalla propria versatilità, visto che può essere adoperati in diversi ambiti. Attualmente sono tante le aziende e le società interessate (Poste Italiane ed Enel ad esempio), come nel mondo dell’ E-commerce (Amazon sta creando una propria moneta), persino nel mondo dei videogiochi (Nintendo, Microsoft e Electronics Art stanno sviluppando giochi su Ethereum). Anche una nazione come la Svizzera se ne sta servendo, così come la C.E., la quale sta valutando l’ipotesi di servirsene.

Alla luce di quanto detto oggi consiglierebbe a qualcuno di acquistare criptovalute? A questa domanda conclusiva l’ingegnere ha spiegato che “ciò a cui puntavo per questo incontro era riuscire a far conoscere questa nuova realtà, per mostrare le infinite possibilità che si potrebbero diramare anche nella nostra regione, poiché potrebbe rappresentare una parte determinante del nostro futuro. Ma, prima di addentrarsi in questo mondo, è necessario studiare tantissimo questi sistemi, poiché non è per improvvisati e chi decide di farne uso, deve adoperarsi nel prendere tutte le precauzioni del caso, visto che la possibilità di perdere soldi è molto elevata”. 

Cundò Nicola

 

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