C'era una volta in Basilicata: antichi mestieri e dialetti. Prima edizione

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Si svolgerà il 5 settembre dalle ore 21.00, in p.zza Heraclea in Policoro, la 1° edizione...

Si svolgerà il 5 settembre dalle ore 21.00, in p.zza Heraclea in Policoro, la 1° edizione di “C’era una volta in Basilicata – Storia ed Identità Lucana: Antichi mestieri e dialetti.
Organizzato dal’associazione culturale Siddharta, da sempre impegnata in grandi eventi (Le macchine di Leonardo da Vinci e JPII - esposizione di oggetti personali di Giovanni Paolo II), l’evento sarà così vissuto: da un lato, con gli artigiani che eseguiranno rigorosamente dal vivo gli antichi mestieri (banditore, ciabattino, cestaio, maniscalco, etc..) teso a riscoprire la validità dei processi lavorativi di un tempo per giungere ai nostri giorni; dall’altro, attraverso la decantazione degli antichi dialetti dei vari paesi intervenuti, teso a consolidare il rapporto tra linguaggio del passato e quello del presente, raccontando la tradizione popolare lucana e non solo con sarcasmo, fino a toccare tematiche di rilievo nazionale.
Impressionante le adesioni già condivise in soli due giorni del lancio dell’evento: diversi artigiani che non saranno presenti quest’anno si sono già prenotati per l’edizione del 2016.


Scheda antichi mestieri presenti alla 1° edizione:

Banditore: Una figura andata perduta. Per le vie del paese leggeva ad alta voce le disposizioni delle autorità locali ma non solo: serviva da “vetrina pubblicitaria”, pagato dai commercianti che volevano pubblicizzare i propri prodotti e/o le loro specialità. Solitamente reclamavano in rima usando toni ironici, sarcastici.

Ombrellaio: Un mestiere andato perduto. Riparava gli ombrelli girando tra le vie del paese durante la stagione autunnale. Era perlopiù destinato alle famiglie più povere che non potevano comprarsi ombrelli nuovi prima che l’inverno con il suo freddo pungente arrivasse

Maniscalco: Il suo lavoro si contrapponeva spesso a quello del fabbro. Il maniscalco forgiava gli zoccoli del cavallo al momento, e naturalmente su misura. Oggi non si esegue più questo tipo di lavoro perché la varietà di ferri già predisposti fa si che il maniscalco ferri i cavalli in tempi rapidi con forme predisposte.

Calzolaio: Il calzolaio eseguiva il suo lavoro in bottega: ci si rivolgeva a lui perché comprare scarpe nuove era davvero un lusso che soltanto la gente ricca poteva permettersi. È un mestiere ancora esistente anche se limitato alla riparazione dei tacchi e/o di piccoli difetti

Barbiere: E’ un mestiere antichissimo. Si svolgeva in bottega, di solito posizionato nella piazza del paese, ma spesso interveniva, in caso di bisogno, anche a domicilio (casa, ospedale, obitorio). Era riservato esclusivamente agli uomini. Era un luogo dove si parlava di tutto.
Sarto: Il sarto e/o sarta è un mestiere artigiano ancora esistente. Mutato nella sua funzione: nel passato si comprava la stoffa ai mercati o nelle botteghe, e mentre i maschi si recavano dal sarto per farsi realizzare abiti da uomo (di solito giacca, pantaloni e camicia), la donna dalla sarta per gli abiti da usare sia per tutti i giorni che per le occasioni importanti.
Falegname: Il falegname è un mestiere ancora esistente anche se mutato. L’avvento di nuovi macchinari tecnologici hanno portato a cambiare il metodo di lavorazione. Si svolgeva in bottega. Ogni prodotto finito (tavoli,sedie,mobili) veniva realizzato interamente a mano. Si usa ancora la tecnica a mano per fabbricare strumenti musicali, per restaurare o per lavori di ebanisteria.
Pastaio: Un lavoro ch’è profondamente cambiato nei corsi dei secoli. Nel passato si realizzava rigorosamente a mano. Si usava grano duro ed acqua per l’impasto. Una volta definita la forma della pasta, si lasciavano ad essiccare per lunghi periodi di tempo affinché si indurissero per poi essere cotti. Un lavoro più femminile che maschile riservato alle donne di casa, alle massaie.

Cestaio: Era un’abilità contadina che veniva tramandata in famiglia, non si svolgeva in bottega. Si usava il coltello, un punteruolo e un falcetto. Le cesta, il paniere, il canestro sono ormai elementi decorativi e da collezione sostituiti oggi dai contenitori di plastica.

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