Cambia il mondo ma non la sua forza di male

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Sarebbe per ogni persona cosa naturale tenere tra i suoi libri, quotidiani, riviste sportive o music...

Sarebbe per ogni persona cosa naturale tenere tra i suoi libri, quotidiani, riviste sportive o musicali anche delle “piazze” teologiche dove sostare nei momenti in cui spunti l’interesse di vagliare alcuni temi che attraversano la vita di ogni giorno. Cosa sono le piazze teologiche se non degli scritti guidati dal discernimento ecclesiale su questioni di vita corrente; degli approfondimenti, alla luce della Parola, su temi particolari e specifici oppure degli studi accurati e delle analisi minuziose sui tanti libri sacri della cristianità.

Può essere osservato un invito del genere come elemento contrario alla modernità? Lo si può presentare ai giovani come un inutile orpello da non prendere in considerazione? La risposta è decisa e ferma, no! Eppure succede il contrario. I cesti casalinghi per i giornali e gli scaffali delle proprie librerie non contengono alcun tipo di suggerimento teologico. La modernità viaggia veloce su teorie sempre più funzionali ad una società che fa le sue battaglie partendo da sé stessa.

Oltre non c’è niente, neanche un prezioso discernimento teologico. Quest’ultimo pur se visto magari con rispetto è comunque da riportare nel suo ambito religioso. I giovani non vengono informati di nulla. La loro formazione scolastica chiude le porte in questa direzione. Basta sventolare con orgoglio la bandiera di un laicismo con un Dio abbordabile e cangiabile e con un forte rinnovato primato dell’uomo sulla fede. Chi spiegherà loro in una società che investe sul corpo, ormai fonte di guadagno senza eguali, che esso vada purificato per essere offerto al Padre?

Si fa polemica forse dicendo che il corpo oggi venga spesso consegnato al vizio, al peccato, alla trasgressione? Che il dono più grande donato da Dio all’uomo lo si consumi senza un minimo di purezza, di grazia, di luce soprannaturale? Questa purtroppo è la realtà che si materializza minuto dopo minuto. Bisogna quindi prepararsi nel rispettare il proprio corpo, cogliendo la sapienza divina necessaria ad interpretare ogni evento che si schiude intorno. Non è facile farlo, ma riuscirvi significa essere per davvero liberi e garanti di un vero cambiamento. Persino ai tempi di Gesù in tanti avevano questo problema. Scrive il teologo:

“Molti erano presenti allora agli eventi, ma con la mente di peccato e con il cuore inquinato. Vedevano, ma non comprendevano. Assistevano, ma non capivano. Erano sordi, ciechi, muti. Senza lo Spirito Santo che ci mostra gli eventi come fossero oggi, in questo istante dinanzi ai nostri occhi, e senza la sua voce che ci dona la comprensione sempre più piena di essi, la Parola mai potrà produrre frutti di salvezza eterna né per noi né per altri”.

Se si perde qualsiasi riferimento con il vangelo, il soprannaturale, la Parola di Gesù si lascia la collettività in balia di un relativismo tutto fare e un tecnicismo che amplierà le consapevolezze all’infinito, ma non potrà mai sostituirsi alla conoscenza di Dio, da dove tutto proviene. Sarà un modo pagano di condurre la società nel suo insieme, sbandando dinnanzi al primo grande vero scossone. Tutto oggi cambia e in nome dei tempi cambiati si giustifica ogni cosa. “Non c’è stoltezza più grande”. Così anche le verità sacre diventano elastiche e soggettive, partecipando di fatto ad un mutamento interiore falsato, alterato e ingannato. L’analisi teologica in proposito è chiara e pedagogica.

“Cambiano i tempi, ma non cambia il peccato. Cambiano i tempi, ma non i vizi degli uomini. Cambiano i tempi, ma non la stoltezza, l’insipienza, la prepotenza, la superbia, l’invidia. I tempi sono cambiati, ma non è per nulla cambiata la lussuria, la concupiscenza, la cattiveria, la malvagità. I tempi sono cambiati, ma non è cambiato il desiderio cattivo del cuore, che spinge inesorabilmente verso il male. Cambiano i tempi, ma non l’uomo nella sua forza di male, anzi questa forza oggi è aumentata a dismisura. Il desiderio cattivo sembra non trovare ostacoli. In questo veramente siamo cambiati. L’uomo sta centuplicando la sua potenza di male”.

Si è arrivati spesso a giustificare il male, eliminando quel briciolo di santità che forse in tanti era pronto ad aprirsi al mondo per una vera trasformazione personale. Leggo: “I tempi sono cambiati, ma noi stiamo invecchiando nella malizia e nella perversità, giungendo a vivere la nostra vita senza più alcun riferimento alla Parola di Dio”.

Tutto questo non è purtroppo una esagerazione. Cambia quindi il mondo per come è giusto che sia, ma lungo la sua strada più volte si sfigura la vera anima del cambiamento, facendo in parallelo crescere nell’uomo la forza del suo male. Basta aprire gli occhi e guardarsi per un attimo attorno: famiglia, politica, economia, migranti, guerre, povertà, miseria intellettuale. È tempo di una potente riscossa spirituale e sociale.

Egidio Chiarella

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