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Il potere dell’inganno sull’uomo

Calabria > Catanzaro

L’uomo che pensa fuori dal torbido è da considerarsi libero e pronto a superare ogni momento di difficoltà; nello stesso tempo è da ritenersi sciolto da ogni vincolo del potere dell’inganno. Ma il pensiero non sempre segue la strada del bene, pur se la volontà di farlo sia grande in tale direzione. Nulla nella mente avviene per dispositivo specie se è la fede il tragitto intrapreso per salvarsi dal mondo, facendo di tutto, in relazione alla personale aliquota di vita, per cambiarlo e redimerlo. Chi crede in Dio è anche facile che si perda tra le illusioni ben artefatte della società odierna. L’inganno che ne deriva è fuori da ogni limite.

Il prezzo da pagare se non si dovesse intervenire nei tempi dovuti potrebbe raggiungere quote molto alte e con interessi fuori ogni logica. Il diavolo ha schierati i suoi usurai privi di ogni forma di pietà e maestri nel dissanguare chi è caduto nelle loro braccia. La nota teologica di seguito riportata descrive i particolari della frode ricevuta all’interno e all’esterno di sé stessi, quando si è convinti di essere nei fatti quello che in realtà non lo si è.

“Ecco il grande inganno che ognuno reca a sé stesso: pensarsi nel Vangelo e non esserci. Pensarsi amico di Cristo e non esserlo. Pensarsi persona dalla fede perfetta e non possedere alcuna fede. Pensarsi Chiesa del Dio vivente, mentre in realtà si è distruttore di essa. Pensarsi uomini della vera fede, vera speranza, vera carità, vera giustizia, vera umiltà, vera sapienza, mentre di queste divine realtà nulla si vive. Non c’è danno più grande per la nostra anima e il nostro spirito dell’inganno che ognuno reca a sé stesso con il proprio pensiero. Ecco l’inganno: Ci si crede nella verità e si è nella menzogna, nella luce e si vive nelle tenebre, nella giustizia e si agisce da ingiusti, nella sapienza e si è governati dalla stoltezza. Ci si crede in un cammino di obbedienza allo Spirito Santo, mentre in verità l’obbedienza è solo alla nostra mente”.

Il pensiero solitamente salva, ma può anche demolire ogni realtà oggettiva. Quando l’inganno incassa il privilegio di sedere nell’animo dell’uomo può succedere di tutto. Giovani, adulti e anziani guardano all’esterno solo attraverso la carne e ne producono le esperienze più insensate, collocandole tra le cose preziose della propria vita. Crescono così i pozzi inquinati che giorno dopo giorno sporcano la lealtà quotidiana della vita e ne delimitano i confini scelti. Sale il potere dell’inganno sull’uomo e tutta si mischia in una voragine sociale senza regole e confini. Il libro della Sapienza ci da un quadro chiaro di questo impasto di verità e menzogna (14,25-28).

“Tutto vi è mescolato: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro, sconcerto dei buoni, dimenticanza dei favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini nei matrimoni, adulterio e impudicizia. L’adorazione di idoli innominabili è principio, causa e culmine di ogni male. Infatti coloro che sono idolatri vanno fuori di sé nelle orge o profetizzano cose false o vivono da iniqui o spergiurano con facilità”.

La cosa attualmente non è per nulla svanita, ma è molto seria e difficile a domarla. Se in tutto questo entrano l’economia, la politica, la pedagogia, il lavoro, le relazioni, le professioni, ecc., si rischia di disconoscere il valore religioso della terra. Una privazione grave, pesante, assurda, ladra, cinica, da recuperare con ogni mezzo per non affondare.

“Oggi” rincara la dose in verità il teologo “stiamo vivendo in una condizione peggiore a quanto elencato nel libro della Sapienza. Stiamo cancellando dalla nostra vita anche le più elementari verità. Una menzogna universale ci sta travolgendo. Urge reagire. Ma come? Soprattutto chi deve scendere in campo per invitare ogni uomo ad abbandonare questa universale menzogna di inganno? Chi non deve lasciare nell’inganno l’umanità sono gli Apostoli del Signore, sono tutti i ministri della Parola, è ogni discepolo di Gesù”.

La prima linea è già in movimento. I terribili nemici da combattere di questi tempi sono ormai due: Da una parte il Covid - 19 che produce morte materiale, dall’altra l’inganno che secerne morte spirituale. È una grande prova per l’umanità senza precedenti. La “guerra” va vinta sui due fronti; non c’è alcuna alternativa se si vuole puntare ad un mondo migliore pieno di speranza, di misericordia, di giustizia sociale, di benessere naturale e di buona salute. Chi vuole battersi giorno dopo giorno per portare a casa un risultato del genere non deve mai cadere nella trappola dell’inganno a sé stesso ed al prossimo. L’inganno svaluta ogni cosa costruita e ne amplifica le illusioni che vi ruotano attorno. Lacera le istituzioni e tradisce le relazioni accreditate. Pugnala lo spirito e mortifica la mente e il cuore.

Diventa perciò indispensabile riflettere sulle parole esposte in seguito dal teologo e trarne il giusto insegnamento: “Non inganna sé stesso chi produce i frutti dello Spirito Santo. In verità ieri oggi e sempre sono stati, sono e saranno moltissimi coloro che ingannano sé stessi. È questo oggi il grande mondo dell’illusione. Ad ognuno l’obbligo di non ingannare sé stesso e di non lasciarsi ingannare”.

Celebre in proposito l’ammonimento di Gesù ai suoi discepoli (Mt 24,4-5): “Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno”.

Il monito da conservare dentro di sé, da rispettare e tutelare con tutto sé stessi rivela con forza che se anche tutto il mondo dovesse cadere nell’inganno, ognuno è obbligato a rimanere nella verità.

Egidio Chiarella

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