• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Cardarelli, sfida di chirurgia tra Italia e America per vincere l'impotenza da tumore alla prostata

Campania

NAPOLI, 27 NOVEMBRE 2013 - Dopo il cancro l’impotenza. Sono migliaia gli italiani che dopo l’intervento di asportazione radicale della prostata - prostatectomia - hanno un deficit erettile. Un problema che condiziona pesantemente la qualità di vita del paziente e della coppia. “Se le terapie con farmaci somministrati per bocca o iniettati direttamente nei corpi cavernosi del pene sono inefficaci”, spiega il dottor Maurizio Carrino, responsabile dell’Unità di Chirurgia Andrologica del Cardarelli di Napoli, “la strada maestra è l'impianto di protesi tricomponenti di ultima generazione che consentono all'uomo la ripresa di una normale sessualità.

Utilizzate con successo dal centro d’avanguardia napoletano saranno protagoniste il giorno 28 Novembre 2013 alle ore 9 presso il complesso operatorio dell’Urologia del Cardarelli di una “sfida” di alta chirurgia tra Italia e America. “Scopo del confronto” precisa Carrino, “è la diffusione dei “trucchi” per ottenere un’elevata efficacia, rapidità chirurgica, ottimo occultamento dell’impianto e la massima naturalezza dell’erezione”.

A Carrino e all’ unità andrologica sarà conferito lo stesso giorno l’attestato di eccellenza 2013, riconoscimento di qualità, efficacia e sicurezza che rientra nel progetto L'arco di Apollo. Per l’andrologo si tratta di una riconferma, anche lo scorso anno il reparto è stato riconosciuto Centro Master Italiano per il trattamento dell'impotenza maschile a seguito di interventi alla prostata per tumore. [MORE]

Il centro utilizza tecniche chirurgiche di avanguardia (a carico del Sistema sanitario nazionale e quindi gratuite per il paziente) basate sull'impianto di innovative protesi Ams 700 per sconfiggere definitivamente l'impotenza dopo l'asportazione della prostata. "I pazienti sottoposti a chirurgia radicale per un carcinoma prostatico”, spiega il dottor Carrino , “ai quali non è stato possibile salvare i nervi “erigentes” deputati all’erezione, le protesi tricomponenti di ultima generazione costituiscono la via risolutiva e definitiva del problema.

Le stesse protesi risolvono anche l'induratio poenis plastica, una grave malformazione del pene, che si incurva e impedisce i rapporti sessuali. Il nostro Centro, svolge anche un’ importante funzione di tutor, con l’insegnamento e l’assistenza delle tecniche chirurgiche ad altri centri italiani. Ciò grazie alla comprovata capacità raggiunta dall’equipe napoletana e il costante aggiornamento a livello mondiale”. Si colloca in quest'ottica il "confronto" in diretta - all'interno di una giornata di workshop - tra l'équipe napoletana e l’ équipe americana , dello Shreveport Urology Center Louisiana. Il reparto di urologia e chirurgia andrologica delI’Ospedale Cardarelli di Napoli, “conclude infine Carrino con una punta di orgoglio, “vanta circa 1.000 visite andrologiche e 2500 interventi di chirurgia urologica l’anno, di cui circa 300 di chirurgia andrologica.

Grazie a un budget messo a disposizione dai vertici aziendali vengono effettuati almeno 20 impianti protesici senza alcuna costo per il paziente. E' un dato molto importante se si considera che in Italia alcuni ospedali hanno problemi ad acquistare le protesi proprio per via dei loro budget limitati e spesso il paziente è costretto a rivolgersi a strutture private, con relativo carico economico. Nella realtà, il Cardarelli è il principale ospedale che effettua chirurgia protesica ricostruttiva in Campania”.

(Notizia segnalata da Antonella Marchitto)