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Coronavirus: primo italiano positivo al Test, ricoverato allo Spallanzani

Lazio > Roma

Coronavirus: primo positivo italiano, i morti salgono a 636. Superati i 30.000 casi. Telefonata Xi-Trump, "fiducia"
ROMA, 7 FEB - Primo caso di positività al coronavirus da parte di un italiano. Si tratta di uno dei 56 rientrati da Whuan. Da ieri è stato trasferito dalla Cecchignola allo Spallanzani. Intanto il bilancio dei morti sale a 636. L'ultimo bollettino del commissione sanitaria cinese parla anche di oltre 30.000 casi sospetti.

E' salito a 61, invece, il numero delle persone positive sulla nave da crociera al largo del Giappone, a bordo della quale ci sono 35 italiani. Nessuno di loro, però, risulta tra i contagiati. Il presidente Usa, Donald Trump, ha confermato la sua "fiducia" nella Cina durante un colloquio telefonico con Xi Jinping che si è detto anche lui "fiducioso" sulla possibilità di debellare il virus.

nel dettaglio

L'Istituto superiore di sanità (Iss) ha comunicato alla task force del ministero della Salute l'esito positivo del test di conferma per il coronavirus su uno dei rimpatriati italiani da Wuhan, messo in quarantena nella città militare della Cecchignola. L'Iss precisa in una nota che il paziente è attualmente ricoverato all'istituto Spallanzani con "modesto rialzo termico e iperemia congiuntivale".

Italiani in quarantena: "Con infetto pochi contatti"

 "Con questa persona risultata positiva, un giovane tra i 30 e i 40 anni, abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola". A parlare sono alcuni degli italiani in quarantena nella città militare della Cecchignola,dove si trovava anche la persona risultata positiva al Coronavirus.

Rezza: caso positivo, ma era tra ipotesi possibili

"E' il primo caso italiano ma era un italiano che viveva a Wuhan. Nel momento in cui si è deciso di rimpatriare i 56 italiani sono state prese tutte le precauzioni possibili proprio perché non era una ipotesi da escludere". Lo ha detto il direttore del reparto Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, nel corso del programma 'Dritto e Rovescio' su Rete 4. "La quarantena di 14 giorni - ha spiegato - era stata stabilita proprio per questo motivo". Ma Rezza ha voluto sottolineare che si è infettato "mentre stava in Cina".

La Cina protesta

Pechino ha intanto presentato una protesta formale nei confronti di tutti quei Paesi che hanno sospeso i collegamenti aerei con la Cina a causa dei timori sul contagio del coronavirus di Wuhan, malgrado gli avvisi contrari espressi da Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Icao. Nella conferenza stampa online, la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha anche osservato che lo stop è stato un panico artificiale che "ha gravemente bloccato gli scambi e la cooperazione internazionale". Sono ormai 565 i morti per il nuovo coronavirus nel mondo, mentre i contagi a livello globale ammontano a 28.149 casi e le persone guarite sono 1.147. E' il quadro aggiornato dell'epidemia,secondo la mappa online sviluppata dal Center for Systems Science and Engineering della John Hopkins University. A Wuhan è pronto il secondo ospedale per far fronte all'emergenza. Due le navi da crociera in quarantena: una ferma nel porto di Okohama in Giappone e una a Hong Kong. Intanto, all'università di Zhejiang un test in vitro ha mostrato due farmaci che potrebbero inibire il nuovo virus. Notizia ridimensionata dall'Oms ma che ha comunque avuto un effetto positivo sui mercati.

 Morto il medico che diede allarme per primo

È morto il medico 34enne Li Wenliang che fu il primo a lanciare l'allarme della diffusione della nuova epidemia da coronovirus a Wuhan, in Cina. Lo riporta il Global Times, ripreso da molti media internazionali che parlano di centinaia di messaggi di dolore e sconcerto apparse sui social cinesi. È stato tra i primi a segnalare che quelle "strane" forme di affezione polmonare non erano da attribuire ad una banale epidemia ma a qualcosa di nuovo e di sconosciuto.

Rimpatriati oltre 1.500 cittadini nello Hubei

La Cina ha rimpatriato oltre 1.500 cittadini provenienti dallo Hubei, dall'inizio dell'epidemia di coronavirus che si ritiene scoppiata nella provincia interna cinese. Lo ha dichiarato il direttore del Dipartimento dei Trasporti dell'ente per l'aviazione civile cinese, la Caac, la Civil Aviation Administration of China, Yu Biao, citato dai media cinesi. I connazionali sono rientrati nello Hubei a bordo di dodici voli charter straordinari: la decisione di rimpatriare i cittadini della provincia cinese all'estero era stata annunciata nei giorni scorsi dal Ministero degli Esteri di Pechino.

Negli ospedali di Wuhan arrivano i robot 5G

Arrivano i robot a Wuhan: due ospedali della città epicentro dell'epidemia di polmonite causata dal coronavirus 2019-nCov si avvalgono di robot connessi a una rete 5G per fornire servizi di orientamento ai pazienti e disinfettare le aree in quarantena. Un automa sviluppato dalla China Mobile e dal costruttore di robot CloudMinds, dotato di uno schermo interattivo, è stato installato nell'atrio di un ospedale per offrire ai pazienti una guida alla diagnosi dell'infezione e per promuovere la diffusione delle conoscenze necessarie alla prevenzione dell'epidemia.

Anche 35 italiani sulla nave in quarantena in Giappone

Sulla nave da crociera Diamond Princess della Carnival Japan nella baia di Yokohama, in quarantena al largo del Giappone, ci sono anche 35 italiani di cui 25 membri dell'equipaggio.

Chiesa cattolica in prima linea per la cura dei malati

"Il materiale sanitario e i medicinali stanno andando gradualmente in via di esaurimento. I nostri medici, infermieri suore e laici sono esposti al pericolo di contagio di coronavirus. Da direttrice di un ospedale sono molto triste e preoccupata, ma sono una suora e sono altrettanto fiduciosa, confidando nel nostro Signore Gesù Cristo e nella materna protezione della Vergine Maria. Sappiamo che il Papa e la comunità cattolica in tutto il mondo stanno pregando per noi e sono con noi: questo ci dà molta forza": sono le parole confidate all'agenzia vaticana Fides della suora direttrice dell'ospedale cattolico gestito dalle religiose della Congregazione di Holy Hope, nella diocesi di Xian Xian, della provincia di He Bei. Come avviene per quella struttura sanitaria, molti altri ospedali dipendenti dalla Chiesa cattolica in Cina continentale sono in prima linea per affrontare l'emergenza della diffusione del coronavirus, accogliendo e curando persone infette.

Intercultura, sostegno a 17enne rimasto a Wuhan

"Insieme alle autorità italiane che stanno gestendo il suo caso, Intercultura continua ad offrire sostegno anche allo studente italiano che ha dovuto posticipare il rientro dalla Cina a causa della febbre, non dovuta al Coronavirus, che lo ha colpito prima della partenza con glialtri italiani e che ancora oggi si trova a Wuhan". Lo sottolinea in una nota Andrea Franzoi, segretario generale di Intercultura. "L'Ambasciata d'Italia a Pechino sta facendo un lavoro incredibile per aiutare lo studente, che è sostenuto da una rete di volontari locale".

Mattarella visita una scuola con alunni cinesi, grande sorpresa

Visita a sorpresa questa mattina del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla scuola Di Donato, istituto all'Esquilino tra i più multietnici di Roma, con un alto tasso di alunni cinesi. La preside Manuela Manferlotti, ha spiegato: "E' stata una bella sorpresa, ha voluto incontrare i bambini e stringere loro la mano. E' stata una visita informale". Il Capo dello Stato, accompagnato dalla figlia, come spiega la dirigente scolastica, ha incontrato due classi delle elementari, due della scuola dell'infanzia e due delle medie. "Ha voluto stare in mezzo ai ragazzi dando un messaggio di serenità di fronte a timori non giustificati, né giustificabili - ha spiegato Manferlotti -. Ha augurato a tutti 'buono studio' ".

Conte: "Sciocco discriminare i bimbi cinesi"

"Discriminare i cinesi, i bambini cinesi, come avviene in alcune classi, è assolutamente sciocco".Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in occasione di un'iniziativa del Moige contro il bullismo. "Una corretta informazione ci porta a dire che sia sciocco e che non c'è nessun rischio" di contagio "legato alla componente etnica". Nel pomeriggio il premier si è recato al Comitato operativo della Protezione Civile per "una riunione di aggiornamento".

Ministero, verso nuove misure su rientri

"Ulteriori misure di prevenzione sui cittadini di ritorno dalle aree a rischio", è quanto è stato valutato dalla riunione del tavolo tecnico scientifico che si e'riunita oggi dopo il consueto appuntamento della task-force sul coronavirus del Ministero della Salute alla presenza del ministro, Roberto Speranza. Ancora stabili e critiche le condizioni della coppia cinese Sono stabili, e dunque ancora critiche, le condizioni della coppia di turisti cinesi, positivi al coronavirus e ricoverati da 8 giorni all'ospedale Spallanzani di Roma. Le condizioni della coppia si erano aggravate circa 48 ore fa e, permanendo lo stato di gravità, si trovano ancora in terapia intensiva. I coniugi "ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili". E' quanto si legge nel bollettino. Il lopinavir/ritonavir, spiegano i medici, è un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da HIV che mostra attività antivirale anche sui coronavirus. "Il remdesivir è stato ottenuto grazie alla disponibilità dell'azienda farmaceutica produttrice, attraverso una procedura effettuata tempestivamente grazie all'impegno del Comitato Etico del nostro Istituto, dell'AIFA, delle dogane, e dell'USMAF di Milano Malpensa. Il remdesivir è un antivirale già utilizzato per la Malattia da Virus Ebola, ed è potenzialmente attivo contro l'infezione da nuovo coronavirus". Poi l'aggiornamento sugli altri pazienti. "Nove pazienti sono tuttora ricoverati: 2 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva), 4 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 3 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus,rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici" rende noto lo Spallanzani. "Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione - è ancora scritto - 41 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi 32, risultati negativi al test,sono stati dimessi". Intanto "le 20 persone asintomatiche tuttora in quarantena sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni". Cosi' il bollettino medico diramato oggi dallo Spallanzani. Oms lancia appello per 675 milioni di dollari L'Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un appello per la raccolta di 675 milioni di dollari da destinare al contrasto dell'epidemia da coronavirus."Investire oggi o pagheremo molto in futuro", ha reso noto

l'Oms, secondo quanto riferisce l'Afp in un tweet.

Il direttore generale dell'Oms ha confermato che l'11 e 12 febbraio l'organismo Onu ospiterà un forum allargato ai ricercatori di tutto il mondo, inclusi i cinesi, per stabilire un coordinamento del loro lavoro, alla ricerca di terapie e vaccini contro il coronavirus.

Lagarde, cautela: effetti economia e poi rimbalzo

"Dobbiamo essere cauti, prudenti e pazienti" riguardo agli effetti sull'economia del Coronavirus, queste pandemie hanno una tendenza a colpire le economie, ma quando vengono arginate c'è rimbalzo al rialzo, cè un movimento ondulatorio, come è avvenuto per la Sars". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo dinanzi alla commissione economica del Parlamento europeo.

Manley, rischio stop per un impianto Fca Ue "Se la situazione continua a peggiorare ci potrebbe essere il rischio di dovere fermare uno stabilimento in Europa nelle prossime due-quattro settimane". Lo ha detto l'ad di Fca Mike Manley parlando delle conseguenze del Coronavirus al Financial Times. (Rai news)

In aggiornamento

"Anche se non si può escludere del tutto, ritengo molto improbabile che l'italiano risultato positivo al coronavirus possa avere trasmesso l'infezione a qualcun altro dei 55 italiani rientrati, come lui, dalla città cinese di Wuhan e tuttora in osservazione alla città militare della Cecchignola". Lo afferma all'ANSA il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza. 

Infatti, "alla comparsa dei primissimi lievi sintomi, come la febbre, l'uomo - spiega Rezza - è stato subito ulteriormente posto in isolamento alla Cecchignola. Inoltre, per tutti gli italiani in osservazione alla Cecchignola sono già state prese misure di isolamento e misure precauzionali come l'utilizzo di mascherine e guanti". Ovviamente, sottolinea l'esperto, "il rischio maggiore resta legato al fatto che questi italiani vivessero nella città cinese di Wuhan nel momento in cui Wuhan si è rivelata l'epicentro dell'epidemia da coronavirus". Tenendo conto di ciò, ha aggiunto, "era possibile che qualcuno di questi italiani si fosse infettato; l'importante era però adottare tutte le misure di precauzione, che sono state prontamente adottate. Inoltre la Sanità militare ha disposto i test faringei con tamponi, che verranno ripetuti, per monitorare lo stato degli italiani alla Cecchignola e ciò è stato fondamentale per rilevare l'infezione al momento della comparsa dei primi lievi sintomi. L'uomo risultato positivo presentava, infatti, una leggera febbre e congiuntivite. Un encomio alla Sanità militare - ha aggiunto - per la messa in atto di un monitoraggio serrato". "È chiaro - precisa Rezza - che nessuno può escludere che possa esserci un nuovo caso tra gli italiani alla Cecchignola, anche se improbabile, ma non è detto che, qualora si dovesse manifestare, esso sia dovuto ad una trasmissione da parte dell'italiano risultato positivo poiché - ha concluso - tutti provenivano da Wuhan".