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Coronavirus. Riaprono le librerie, il parere della pedagogista per grandi e piccini

Calabria > Catanzaro

CATANZARO 11 APRILE - Riaprono le librerie, così è deciso in questa cauta rinascita. Si comincia dalla cultura, decisione che fa ben sperare, in particolare per le nuove generazioni che costruiscono e costruiranno prospettive diverse e più complesse nelle quali si respirerà un vento di solidarietà, condivisione, pace e tutto quanto noi adulti non riusciamo completamente a proporre loro. 

Parliamo in particolare di tutti i bambini che si stanno ponendo tante domande e che non si abitueranno mai alla reclusione più o meno dorata nelle loro case, nonostante siano presenti al loro fianco i loro affetti. 

Libri e lettura condivisa sono strumenti altamente educativi che si riscoprono nel loro valore proprio in giorni in cui siamo obbligati a stare a casa. Oramai la letteratura per l’infanzia e la progettualità ministeriale da decenni danno credito, validità e scientificità accertata ai benefici della lettura ad alta voce ed in generale alla promozione del libro anche in età prescolare. Pertanto, diventa facile per gli adulti, genitori in particolare, cimentarsi nella pratica quotidiana della lettura di libri rivolta al pubblico privato dei loro figli. Libri – attenzione! - scelti nei cataloghi di case editrici specializzate che praticano il rispetto delle età di riferimento e si occupano di contenuti e illustrazioni d’impatto specialisticodi alta qualità di ideazione e di realizzazione. Libri che veicolano messaggi, significati e comportamenti senza alcuna intenzionalità didattica, libri da leggere e basta. Libri che la voce di chi legge penetra la mente assorbente, di universale sapore montessoriano, dei bambini rapiti dall’incanto della lettura. 

Quale miglior contributo possiamo noi adulti offrire ai nostri figli affinché si adoperino sin da subito a creare un mondo nuovo? E questa possibilità è davvero realizzabile con la lettura di un semplice libro, di un albo illustrato o di fogli tridimensionali che si impennano da un testo pop-up? Ragionevolmente gli adulti possono soffermarsi sulla propensione che i bambini hanno nell’immaginare come potrebbe funzionare il mondo, e non tanto su come funziona. Per evitare che i genitori anche inconsapevolmente educhino ad interpretare al posto dei piccoli ascoltatori-lettori, ricordiamo che i bambini apprendono immaginando possibilità nel corso della lettura e delle storie che in essa si dipanano. 

L’immaginazione, la fantasia, l’affinamento di abilità cognitive, la capacità di prevedere, creare e inventare nuove scenari, nuovi finali di storie affascinanti, di essere i promotori di eventi fantastici ma realizzabili …queste le occasioni che i bambini incontrano nella voce che legge e tra le pagine scritte e illustrate. La lettura ad alta voce, la lettura condivisa, lo spazio da dedicare con pazienza e con piacere alle pagine di un buon libro (basta poco), tutto ciò permette, inoltre, di rafforzare la relazione affettiva attraverso un legame indissolubile fatto di fiducia e sentimenti puri, che veicolano strumenti universali di interpretazione dell’ambiente, degli eventi, del futuro possibile.

Questo accade leggendo un libro con i bambini. Accade che la storia, le storie, le fiabe, le illustrazioni dei silent books, fanno diventare i nostri bambini i costruttori di mondi nuovi, migliori dei nostri. Fanno diventare noi adulti - che siamo con loro tra le parole dei libri, tra i suoni onomatopeici, tra i silenzi e le pause di immagini che rapiscono anche la nostra attenzione - felici ed orgogliosi di essere un giorno superati in fatto di conoscenza e di pianificazione del futuro proprio da chi abbiamo messo al mondo. 

Nella forzatura della permanenza in casa accade, da buoni internauti, di essere sempre collegati e di navigare nel web. Ciò non è assolutamente un fattore negativo, ma è una pratica da disciplinare in fatto di educazione.

La fantasia creata dalla spettacolare rappresentazione della realtà e dai media non permette, in verità, di sentirci padri e madri della nostra fantasia, quella che è frutto del nostro mondo emotivo e mentale. La realtà in TV e nel web ci appare fantasticamente spettacolare e rappresentativa di una normalità fantasticamente anormale. A pensarci seriamente è un dovere per noi in quanto adulti, genitori ed educatori disconnetterci di tanto in tanto da questa realtà indotta che va in scena davanti a noi. Esercitiamo la nostra memoria. Grazie alle fiabe la gran parte di noi ha svelato i segreti della vita, ha risolto i conflitti interiori, ha sedato le ansie. Tutti abbiamo interpretato bene il ruolo di bambini e ci siamo corazzati per diventare adulti responsabili nei confronti di noi stessi e degli altri.

Riflessioni cruciali, queste, da fare e da riproporre a quegli adulti che considerano il libro uno strumento per crescere. Un libro nelle mani di un bambino è pane per la sua fantasia non servita su un vassoio d’argento, ma solleticata nella mente del bambino come la panna che si monta su una torta invitante. La fantasia, generandosi e crescendo, convincerà il bambino di essere capace di creare, di pensare, di immaginare, di prospettare e di …guardare il proprio futuro da questo punto, in questo momento!

“Creatività è sinonimo di pensiero divergente, cioè a dire la capacità di rompere continuamente gli schemi dell’esperienza. È creativa una mente sempre a lavoro, sempre a fare domande, a scoprire problemi dove altri trovano risposte soddisfacenti, a suo agio nelle situazioni fluide nelle quali gli altri fiutano solo pericoli, capace di giudizi autonomi e indipendenti (anche dal padre, dal professore, dalla società), che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti e concetti senza lasciarsi inibire da conformismi”. (G. Rodari, La grammatica della fantasia)

Ecco perché è importante leggere ai nostri figli.

Ben vengano le librerie aperte.

Marzia Colace - pedagogista

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