Def, Renzi "nel 2015 non ci sono tagli o aumenti tasse". Dalla flessibilità Ue più di 6 miliardi
Economia Puglia

Def, Renzi "nel 2015 non ci sono tagli o aumenti tasse". Dalla flessibilità Ue più di 6 miliardi

martedì 7 aprile, 2015

ROMA, 7 APRILE 2015 - Il premier Matteo Renzi, dopo l'odierno Consiglio dei Ministri (Cdm), ha annunciato in conferenza stampa il nuovo quadro economico nazionale racchiuso nel Def (Documento di Economia e Finanza).  [MORE]

Un Cdm di un'ora e quarantacinque minuti in cui sono state analizzate le linee strutturali del Def, documento la cui votazione definitiva si attende per venerdì mattina. "Non ci sono tagli e non ci sono aumenti di tasse" ha nuovamente pronosticato il presidente Renzi, motto, già diffuso qualche giorno fa in un'intervista per il Messaggero, che ha aperto la conferenza stampa in cui era presente anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. 

RENZI: NESSUN AUMENTO NELLA TASSAZIONE

Dal premier giungono rassicurazioni "nel 2015 abbiamo ridotto  le tasse per 18 miliardi di euro più 3 miliardi di clausole di salvaguardia che abbiamo disattivato. Quindi  non sono 18 ma 21" e specifica "il Def prosegue su questa linea: non avendo ulteriori riduzioni di tasse, le tasse non aumenteranno" eventuali, ulteriori riduzioni nella tassazione potranno essere individuate con la "legge di stabilità del 2016". Ha poi evidenziato, il premier, la necessità di esentare i cittadini da ulteriori sacrifici, sacrifici che, invece, potrebbero essere chiesti ai politici "c'è bisogno che la macchina pubblica dimagrisca un pò" e aggiunto " se saltano delle poltrone nelle società partecipate non lo considero un sacrificio ma un vantaggio per i cittadini".

IL DOCUMENTO E "I FATTORI ESOGENI"

Renzi ha inoltre sottolineato le 5 novità fattoriali, esogene, fondamentali, in quattro delle quali risulterà determinante l'attività del governo italiano "questi fattori sono il piano di investimenti Junker, la semplificazione della fiscalità, il Qe e il deprezzamento dollaro-euro". Ciò che emerge dal Def è un aumento, minimo, della crescita rispetto le previsioni iniziali, da un +0,6% a +0,7%, per il 2016 +1,4% e +1,5% per il 2017. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha ribadito la necessità di sostenere gli investimenti in quanto si sta, progressivamente, verificando una crescita degli investimenti privati in Italia, investimenti che dovranno essere sostenuti per agevolare la crescita effettiva dell'economia (monetaria e occupazionale) nostrana "il rapporto deficit/Pil dell'italia sarà del 2,6% per quest'anno. dell'1,8%   nel 2016, dello 0,8% nel 2017" il debito si dovrebbe dunque orientare verso il "132,5% del Pil nel 2015, 130,9% nel 2016 e il 123,4% nel 2018". Ha dunque asserito il ministro che "nel 2018 la regola del debito sarà pienamente soddisfatta". Per quanto riguarda, invece, le agevolazioni fiscali e i tagli a Regioni e Comuni, la discussione risulta aperta, specie in virtù delle opposizioni sollevate dagli enti locali.

LA FLESSIBILITA' UE

La correzione del deficit/Pil dello 0,1% (e non dello 0,5%) è dovuta alla flessibilità Ue rivolta ai Paesi membri dell'Unione che attueranno le riforme richieste. Una variazione dello 0,4% dunque che equivalrà a 6,4 miliardi di euro.

LO SCONTRO CON FASSINO E FASSINA

Il sindaco di Torino, presidente Anci, Piero Fassino ha commentato il Documento di Economia e Finanza "dopo sei anni in cui si è chiesto molto a noi e poco agli altri, è giunto il momento che si chieda molto agli altri e meno a noi". In intervista, per la Repubblica, ha spiegato che "in questi anni sono stati i Comuni i primi ad aver contribuito al risanamento con oltre 17 miliardi di cui 8,5 miliardi per il Patto di Stabilità e altri 8,5 come riduzione della spesa" sacrificio che, evidenzia Fassino, non è stato sostenuto da alcun'altra amministrazione pubblica, ministeri in primis. La risposta di Renzi è stata fulminea "la città metropolitana di Torino si trova a dover scontare la violazione del Patto di Stabilità". Da Stefano Fassina ulteriori critiche verso una manovra che definisce "recessiva e iniqua", manovra e linee di attuazione che porteranno "a un effetto negativo sul Pil finanche superiore a quanto si sarebbe verificato con gli aumenti di imposte".

MATTEO SALVINI E L'INVITO ALLA "MALORA" VERSO RENZI

Da Matteo Salvini giungono le più dirette imprecazioni, con tanto di esortazione, invito all'emigrazione nei confronti del premier, premier che definisce "bugiardo al servizio di Bruxelles" epiteto che giustifica affermando "Non ci sono tagli o aumenti di tasse... e l'aumento delle tasse sui conti correnti? E sui fondi pensione? E il raddoppio dell'Iva sull'aumento del pellet? E l'Imu sui terreni agricoli? E le tasse sulla casa, dal 2011 addirittura triplicate?" per poi auspicare "Renzi e Alfano a casa, e l'Italia riparte".

Fonte foto: ilfoglio.it

Ilary Tiralongo


Autore
https://www.infooggi.it - Il Diritto Di Sapere

Entra nel nostro Canale Telegram!

Ricevi tutte le notizie in tempo reale direttamente sul tuo smartphone!

Esplora la categoria
Economia.