• Scrivi una notizia
  • Sostienici
  • Spazi pubblicitari
  • Privacy Policy
  • Feed Rss

Don Pino Latelli “Un grazie doveroso a medici ed infermieri”

Calabria > Catanzaro

«Era il 21 febbraio 2020 quando è stato accertato il primo caso di contagio da coronavirus a Codogno, un piccolo paese del lodigiano». Ha inizio con questo ricordo doloroso la riflessione di Don Pino Latelli, parroco in solido del Carmine di Lamezia Terme, sulla luce di speranza che si è accesa in quest’ora buia della nostra storia da quando è iniziata la campagna di vaccinazione anti-Covid.

«Il virus – precisa  il sacerdote - ha così iniziato a diffondersi anche in tutto il territorio del nostro Paese e rapidamente in tutto il mondo causando una gravissima emergenza sanitaria: milioni di persone sono state colpite, milioni di persone hanno perso la vita. L’emergenza ha prodotto aumento della povertà, disagio psicologico, solitudine, tante forme depressive, perdita di milioni di posti di lavoro.

Tanti e diversificati gli interventi statali e delle Caritas nazionali, diocesane e parrocchiali che, attraverso il lavoro degli operatori, ancora oggi non fanno mancare la loro prossimità e generosità soprattutto  ai più poveri e ai  più vulnerabili. Sono molte le attestazioni di stima ai tanti medici e operatori sanitari che rischiano la loro salute e la loro vita impegnandosi nella lotta contro il virus,  a volte in condizioni difficilissime, scongiurando  così conseguenze ancora peggiori».

Nove mesi dopo la scoperta dei primi casi di coronavirus in Italia è partita la campagna di vaccinazione anti Covid. Nell’Unione Europea si è scelta la data simbolica del 27 dicembre

(27, come gli Stati membri) per dare il via a quella che sarà la più grande campagna vaccinale della storia e che presumibilmente terminerà entro la fine del 2021. Una data importante per tutti, per i sanitari, per i pazienti: un giorno di speranza per un ritorno alla normalità che arrivi quanto più presto possibile coscienti che i vaccini rappresentano una delle armi per combattere la diffusione del virus.

In prima fila per la vaccinazione, come giusto che sia, coloro che hanno combattuto in trincea in questi lunghi mesi, rischiando in prima persona, tra turni massacranti, vedendo colleghi cadere: medici e infermieri. Papa Francesco, nel Messaggio Urbi et Orbi definisce i vaccini “luci di speranza” ma solo se sono “a disposizione di tutti” invitando a far sì che “le leggi di mercato e dei brevetti non siano sopra le leggi della salute e dell'umanità”. “Di fronte a una sfida che non conosce confini, - ha ammonito il Pontefice - non si possono erigere barriere. Siamo tutti sulla stessa barca”.

Sulla stessa scia del Papa è il pensiero del Vescovo di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci che, nel Messaggio di Pasqua, ha sottolineato  l’importanza di «vivere la Pasqua del Signore con quella carità che fa di noi dei testimoni credibili, audaci e speranzosi, capaci di aiutare gli altri, con spirito autenticamente fraterno, a crescere in umanità e dignità, specialmente i più piccoli, i più bisognosi e i più poveri di ogni condizione».

La campagna di vaccinazione  in Italia sta procedendo, non senza difficoltà, dando priorità ai soggetti più a rischio, cioè alle persone fragili e con disabilità. «Ed anch’io, soggetto fragile,  ho fatto qualche giorno fa la prima dose del vaccino anti-Covid 19 -  dichiara  don Pino - presso il Centro Vaccinazioni nella sede di Lamezia ritenendo fondamentale che bisogna farlo per un atto di amore verso noi stessi e verso gli altri. Accolto con un sorriso rassicurante, ho avuto modo di venire a contatto con tutto il personale medico del Centro Vaccinazioni che della professione  ha fatto una vera e propria missione di umanità.

 Gli occhi dei medici, che si intravedevano  sopra la mascherina, erano segnati dalla stanchezza, che non ha impedito loro di svolgere il lavoro con attenzione e premura. Diciamo tutti un grazie doveroso a medici e infermieri, a quelli in prima linea e a quelli che lavorano nelle retroguardie – conclude don Pino - con la speranza di non dimenticare mai, una volta che passerà questo buio periodo della pandemia, tutto quello che hanno fatto per noi con abnegazione, amore e disponibilità».

Lina Latelli Nucifero

Foto: Don Pino Latelli