Donna accoltellata dal marito a Capriolo: ferita gravemente al collo
Violenza domestica nel Bresciano, la 45enne è ricoverata in codice rosso. Fermato il coniuge
Un grave episodio di violenza domestica si è verificato nella mattinata di oggi a Capriolo, in provincia di Brescia, dove una donna di 45 anni è stata accoltellata dal marito al termine di una lite familiare. La vittima è stata soccorsa in strada e trasportata d’urgenza in ospedale con ferite profonde al collo.
L’allarme e l’intervento dei soccorsi
L’allarme è scattato intorno alle 9.40, quando il 118 ha richiesto l’intervento dei Carabinieri della Stazione locale. All’arrivo dei sanitari e delle forze dell’ordine, la donna si trovava all’esterno dell’abitazione, visibilmente ferita. Le sue condizioni sono state giudicate gravi, ma secondo le prime informazioni non sarebbe in pericolo di vita.
La dinamica dell’aggressione
Dai primi accertamenti emerge che l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine dell’ennesimo litigio per futili motivi, iniziato all’interno dell’abitazione e poi degenerato in strada. Il marito convivente, un uomo di 51 anni, avrebbe colpito la moglie utilizzando un coltello, successivamente sequestrato dai carabinieri.
Ricovero in codice rosso agli Spedali Civili
La vittima è stata trasportata in codice rosso agli Spedali Civili di Brescia, dove è attualmente ricoverata. I medici mantengono un cauto ottimismo sulle sue condizioni, monitorate costantemente.
Marito fermato e interrogato
L’uomo è stato fermato dai carabinieri intervenuti sul posto e si trova ora in caserma sottoposto a interrogatorio. La famiglia è di nazionalità italiana e la coppia ha tre figli, nessuno dei quali era presente in casa al momento dell’aggressione.
Un nuovo caso di violenza contro le donne
L’episodio riporta l’attenzione sul tema della violenza contro le donne e dei conflitti familiari degenerati, una piaga ancora drammaticamente attuale. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio le responsabilità e il contesto dell’accaduto.
Presunzione di innocenza
È importante ricordare che, nel sistema penale italiano, vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Come sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, nessuno può essere considerato colpevole fino a condanna passata in giudicato.
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