Festa dell'Unità, Renzi scatenato: «non mollo di mezzo centimetro, e non accetto lezioni»

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BOLOGNA, 8 SETTEMBRE 2014 – Deciso e sicuro Matteo Renzi, durante l'intervento alla Fest...

 BOLOGNA, 8 SETTEMBRE 2014 – Deciso e sicuro Matteo Renzi, durante l'intervento alla Festa dell'Unità di Bologna. Risposte entusiaste e ai limiti del populismo, alle critiche dei tecnici, sull'economia, la scuola, e il Presidente della Repubblica. La prima parte dell'intervento è stata dedicata tutta ai temi caldi della politica internazionale, sui casi ucraino, iracheno e sull'ISIS, non risparmiando frecciatine ai colleghi – in particolare a Salvini e Razzi sulla Corea del Nord, e al M5S che vuole dialogare con i terroristi dell'ISIS. Poi ritorna sulla politica interna: «c'è una parte di esperti», inaugura l'intervento il premier, «cresciuta all'ombra della prima repubblica, che non ha anticipato la crisi e ora ci spiega che gli 80 euro sono un errore. Ma non accettiamo lezioni». E ancora: «sulle riforme non mollo di mezzo centimetro. Noi la cambiamo l'Italia, a testa alta, non guardiamo in faccia a nessuno. Le riforme non sono, come ha detto qualcuno, inutili, insignificanti, anzi uno scandalo, noi portiamo avanti, sia pure con modifiche, la legge elettorale e la riforma costituzionale, dimostriamo che la politica sa decidere».

«Il PD partito di sinistra più votato d'Europa»

Non manca di sottolineare lo scorso successo alle europee, dove il PD ha raggiunto il 40,8%: «siamo il partito più votato d'Europa, e la vogliamo cambiare insieme, perché sia più attenta ai bisogni delle famiglie, prima di quelli delle banche. Siamo stati votati perché i cittadini ci hanno dato il mandato e il compito di cambiare questo Paese».

«È sbagliato il modello di chi pensa che bisogna ridurre gli stipendi per competere con i Paesi dove il costo della produzione è più basso», continua determinato il segretario, «dobbiamo prendere esempio dalle piccole e medie imprese emiliane: cioè fare bene cose che non fa nessuno. Non possiamo schiacciare i salari sui livelli più bassi».

Sindacati, scuola, meritocrazia e Napolitano

Si passa poi ai sindacati e alla riforma del lavoro, con affermazioni quasi a voler rispondere al Moretti di Aprile: «Il merito è di sinistra, la qualità è di sinistra, il talento è di sinistra. Chi è più bravo deve essere messo nelle condizioni di andare avanti: io sono per l'uguaglianza, non per l'egualitarismo. Gli avanzamenti non possono essere fatti per anzianità, ma per merito, basta con i gufi». Poi spende anche alcune frasi in difesa del Quirinale, definendo «indecorosi» gli attacchi rivolti a Napolitano, «solo per essere rimasto lì per dare una mano agli italiani».

Foto: corriere.it

Dino Buonaiuto

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