Festival di Roma, chiude il concorso "Another me" con Sophie Turner: un trono di banalità
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Festival di Roma, chiude il concorso "Another me" con Sophie Turner: un trono di banalità

sabato 16 novembre, 2013

FESTIVAL DI ROMA, IN CONCORSO: ANOTHER ME DI ISABELLE COIXET, LA RECENSIONE - Un horror con Sophie Turner, resa celebre dalla serie Game of Thrones, che fallisce tutte le svolte a causa di uno script pigro e rinzeppato di clichè: un doppione sul tema del doppio.

Dopo la visione di Another me di Isabelle Coixet al Festival di Roma, un sospetto assale il pubblico, e fa venire la pelle d'oca ben più di quanto non riesca l'avvilente thriller-horror della regista spagnola: che il film sia stato selezionato tra i titoli in concorso soltanto per consentire il red carpet a Sophie Turner, la giovane interprete di Game of Thrones, ben funzionale a strappare i puntuali gridolini oltreringhiera. I brividi si fermano qui, o al massimo alla sigla iniziale della Fox: poi parte un film su un tema abusato (la gemella cattiva), che non solo non viene nè svecchiato nè reinventato, ma è anche condotto con inspiegabili approssimazioni della sceneggiatura, che sembra raffazzonata in maniera dilettantesca con imperdonabile pigrizia nei momenti chiave della storia. [MORE]

(in foto: dal red carpet del Festival di Roma 2013, il cast di Another me con la regista Isabelle Coixet, la seconda da destra)

Perchè qui, almeno, una storia ci sarebbe, a differenza di alcuni film-lagna del Festival di Roma 2013. Ed è quella di Fay (Sophie Turner), teenager la cui infanzia felice finisce con l'ammalarsi del padre (Rhys Efans), e i cui tormenti, non leniti da una madre con cui il dialogo è nullo, s'inaspriscono quando comincia a percepire la presenza di un doppio nella propria vita. Inizia un dramma, ma lo si sviluppa come assurdo involontario. Si tratta di un flop stupefacente per una regista che in questi anni ha licenziato film di ben altra sottigliezza che questa grana ruvida, come il toccante La vita segreta delle parole. In Another me le parole sembrano davero a vanvera, e disperdono con la bieca sceneggiatura quanto di tecnicamente valido la regia aveva saputo evocare in stile. Fintantochè, poi, non si arrivi a delle quasi citazioni, del tipo di Black swan di Aronofksy: il riflesso di qualcosa già visto.

LA BOTTEGA DELLE PICCOLE RICETTE - Prendete i più triti clichè degli horror low budget, o low ideas: figure che appaiono negli specchi, fantasmi che fanno lo stalking, vetri che si crepano rivelando presenze malefiche, incubi ricorrenti (ricorrono anche in altri film); innestateli su una trama che si sdipana, incredibilmente, per svolte verbali, con i protagonisti che s'illuminano all'improvviso o tiran fuori ragionamenti evidentemente piazzati ad hoc come manualetto d'istruzioni per lo spettatore ebete; aggiungete una recitazione svogliata (Rhys Efans), poco disinvolta (Sophie Turner), come fuoriuscita da un fantasy per ragazzine (Greg Sulkin) o melodrammatica (Jonathan Rhys-Meyers); condite il tutto con un pizzico di teen-love-story e patetici personaggi di contorno (insopportabili le occhiaie buoniste del padre morente, Geraldine Chaplin è brava ma sembra Miss Marple): il risultato è un film peggiore di quelli che passano nelle sale (Insidious, Sinister e tanti altri sono infinitamente più autorevoli, più spaventosi, più intelligenti), ma che partecipa ad un festival cinematografico dalle grandi ambizioni. E l'auspicio è che non fosse ambizione dell'autrice quella di ventilare una qualche analogia tra i fantasmi shakespeariani del Macbeth, che la congrega scolastica deve mettere in scena (con Fay protagonista), e gli ectoplasmi che vagano per il film. Soprassediamo per bontà sul sospetto, con pace all'anima del drammaturgo, ma resta il pugno nell'occhio a tanti registi indipendenti che, senza la star di turno, fanno molto meglio col sale in zucca (ad esempio, leggi qui). Another me non è solo un film sul tema del doppio, ma un doppione inutile.

GENERE: Thriller, Mystery
REGIA: Isabel Coixet
SCENEGGIATURA: Isabel Coixet
ATTORI: Sophie Turner, Jonathan Rhys Meyers, Claire Forlani, Gregg Sulkin, Rhys Ifans, Geraldine Chaplin, Leonor Watling, Ivana Baquero
FOTOGRAFIA: Jean-Claude Larrieu
MONTAGGIO: Elena Ruiz
PRODUZIONE: Rainy Day Films, Tornasol Films
PAESE: Spagna, Gran Bretagna 2013
DURATA: 86 Min
FORMATO: Colore

Antonio Maiorino
Critico cinematografico e d'arte - on Twitter
 


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