Fondi russi alla Lega: Procura Milano apre inchiesta per corruzione internazionale

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MILANO, 11 LUGLIO – Continua a tenere banco la spy story che vede protagonista la Lega ormai da diversi giorni, in virtù delle inchieste giornalistiche pubblicate dal sito americano BuzzFeed e dal settimanale L’Espresso, secondo cui il Carroccio avrebbe ricevuto fondi dalla Russia per condurre le ultime campagne elettorali.

Come ormai noto, le due testate giornalistiche sostengono che l’accordo italo-russo sia stato stretto il 18 ottobre scorso, 24 ore dopo una visita di Matteo Salvini a Mosca. Le due delegazioni si sarebbero riunite in una sala dell’Hotel Metropol della Capitale e quella leghista sarebbe stata guidata da Gianluca Savoini, storico collaboratore di Salvini e dal 2013 presidente dell’associazione “Lombardia-Russia”. Lo scenario avrebbe avuto sullo sfondo un maxi-affare petrolifero, ma l’obiettivo principale sarebbe stato quello di dirottare verso l’Italia un grosso quantitativo di Rubli per finanziare le campagne elettorali del Carroccio, in particolare quella per le Europee. Giovanni Tizian e Stefano Vergine per L’Espresso erano stati i primi ad avanzare l’ipotesi di questo vertice, già a febbraio, ma la vicenda si sarebbe di recente arricchita di nuovi particolari, nel momento in cui dalla redazione di BuzzFeed hanno scritto di essere in possesso di una registrazione che testimonierebbe l’incontro e la trattativa. Il sito americano ha poi pubblicato anche un estratto dell’audio in questione, nel quale si parla di intermediari, di compravendita di petrolio a tariffe scontate e del trasferimento verso l’Italia di una somma pari a 65 milioni di Euro (che si ipotizza possa essere stata ricevuta dalla Lega); Savoini avrebbe effettivamente partecipato al vertice, ma la sua voce interverrebbe nella registrazione soltanto per perorare la causa politica del Carroccio, spiegandone la posizione nello scenario europeo: “Noi vogliamo cambiare l’Europa con i nostri alleati. Una nuova Europa deve essere più vicina alla Russia e vogliamo riprenderci la nostra sovranità. Salvini è il primo che vuole cambiare” – si sarebbe limitato a dire Savoini alla controparte russa.

La storia ha comunque mandato su tutte le furie il ministro degli interni: “Ho già sporto denunce in passato per questa vicenda e lo farò ancora: non ho mai preso un rublo, né un euro, un dollaro o un litro di vodka dalla Russia” – ha chiosato Salvini, paventando anche l’ipotesi di querelare lo stesso Savoini – “Farò tutto quel che sarà possibile fare”. Le reazioni polemiche delle opposizioni non sono tardate: il PD ha dato vita ad una fortissima contestazione alla Camera ed ha chiesto formalmente che Salvini riferisca in Parlamento sulla questione. Si è poi aggiunta oggi una vera e propria lite tra alcuni senatori dem ed il Presidente dell’Aula di Palazzo Madama, Elisabetta Alberti Casellati: a scatenare il battibecco è stato un intervento di Alan Ferrari (vicepresidente del gruppo del PD al Senato), il quale ha chiesto al Presidente Casellati un “definitivo ed essenziale chiarimento a tutela di questa Camera” sul motivo per cui tre interrogazioni presentate dalle opposizioni tra febbraio e maggio sui legami tra Lega e dirigenti del partito di Putin non sarebbero mai state pubblicate. Casellati ha risposto che la mancata pubblicazione fu motivata dall’inammissibilità di tutte e tre le interrogazioni in questione, ma ha anche aggiunto, piccata, che “il Senato non può essere luogo di dibattito su pettegolezzi giornalistici, qui non si discute liberamente di questioni che non hanno alcun fondamento probatorio, dobbiamo parlare di fatti che abbiano una giustificazione”, scatenando a quel punto una bagarre nella quale è stata costretta a fronteggiare l’accusa di non essere “un Presidente di garanzia per l’intera Aula”.

La bufera per la Lega, però, prosegue: la Procura di Milano ha oggi deciso di aprire un fascicolo d’inchiesta per approfondire la vicenda, ipotizzando il reato di corruzione internazionale ex art. 322 del codice penale, essendo coinvolti funzionari di uno Stato estero. L’indagine è stata affidata al Procuratore Aggiunto Fabio De Pasquale e ai PM Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, i quali avrebbero già sentito alcuni presunti protagonisti della storia. Al centro dell’inchiesta sarà in ogni caso Savoini, l’unico direttamente individuabile dalle intercettazioni, ma non è escluso che quest’ultimo possa tirare in ballo altri vertici del partito o che possano venire alla luce altri contatti diretti, di cui al momento non vi sarebbe però alcuna traccia.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: affaritaliani.it

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