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Giuseppe e Giovanna: “Madre Teresa ci ha portati in India per adottare le nostre due figlie”

Lazio > Roma

La storia che vi propongo questa settimana è colma d’amore, ricca di fede, pregna di tanta speranza. I protagonisti sono gente semplice, della porta accanto, dai volti buoni, dal sorriso limpido, ma anche gente che ha saputo soffrire nel silenzio, mettendo ogni lacrima nel cuore di Gesù. Loro sono Giuseppe Merante e Giovanna Guzzo.

Giuseppe e Giovanna iniziano la loro storia d'amore con il classico colpo di fulmine e dopo ben 9 anni di fidanzamento coronano il loro sogno d'amore in Chiesa. La vita scorre normalmente, artigiano lui, commessa lei. Vivono la loro vita attorniati dall’affetto delle loro famiglie e da tanti amici. Impegnati attivamente in parrocchia, Giovanna è catechista. Ad un certo punto il desiderio di diventare genitori diventa molto forte, si sentono pronti ma la gravidanza tarda ad arrivare, scorre il tempo e nessun segnale di attesa.Decidono quindi di sottoporsi ad una visita specialistica, tutto è assolutamente tranquillo. Si sentono rasserenati e proseguono la loro vita speranzosi di diventare presto genitori. Passano altri mesi ma niente. A quel punto decidono di effettuare ulteriori controlli medici, e come sottolineano i due coniugi, spesso sono anche un pochino invasivi e frustranti. Viene detto loro che non ci sono ostacoli ad una gravidanza, ma se lo dicono a distanza di tempo che matura in loro, singolarmente, l'idea di un'eventuale adozione, anche se pensano entrambi che avranno sei figli in modo naturale.

Una sera, dopo l'ennesima visita, Giovanna torna a casa particolarmente amareggiata, proprio perché per i medici è tutto apposto ma i figli tardano ad arrivare. Si sente delusa, piange e prega.

Quella stessa notte, Pino fa un sogno particolare, ma al quale non dà molto peso. Sogna un treno, di quelli vecchi, gremito di gente ed una suora, molto anziana che a fatica trascina le gambe, gli si avvicina e gli dice di stare tranquillo che tutto si sistemerà ma non da alcun significato alla cosa, sente stranamente chiudere il portone di casa e quindi definisce di avere vissuto tutto questo in uno stato di dormiveglia.

A distanza di molti mesi cresce in loro il desiderio di adottare un bambino e grazie ad una coppia che aveva già fatto questo grande passo, si affidano alle Suore Missionarie della Carità, passando per il tribunale e seguendo il lungo iter, fatto di colloqui, certificati di idoneità ecc.

Sono  solo all’inizio della corsa e sono del tutto ignari che questo ordine sia stato fondato da Madre Teresa, fondatrice dell'ordine e vincitrice del premio Nobel per la pace nel 1979. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 19 ottobre 2003. Papa Francesco ha canonizzato Madre Teresa il 4 settembre 2016. Quando scoprono quindi che la fondatrice delle Suore Missionarie della Carità è Madre Teresa, Giovanna è interessata a conoscere più da vicino la sua vita e legge alcune biografie. Scopre che Madre Teresa viaggiava spesso su treni gremiti di gente, di malati ed a fatica riusciva a reggersi sulle sue gambe molto stanche, forse il sogno di Pino era stato premonitore.

Finalmente il gran giorno arriva e partono per Calcutta, la pratica di adozione è pronta ed ad attenderli lì c'è Dipti. Siamo nel 2006. Restano in India circa una decina di giorni e dopo ritornano in Italia. La bambina viene accolta con una grande festa dalla comunità. Giovanna è contenta, ma sente che non basta, sente che deve e può ancora adottare. Presentano quindi una nuova domanda di adozione e pazientemente attendono. Nel frattempo però una vicenda nota a tutti, Il caso dell'Enrica Lexie, conosciuto anche come caso dei due marò. Una controversia internazionale tra Italia e India sorta in merito all'arresto da parte della polizia indiana di due fucilieri di marina italiani imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie come nuclei militari di protezione. I rapporti tra il nostro Paese e l'India si incrinano e saranno poi i rapporti diplomatici dei diversi rappresentanti politici a risolvere la vicenda.


Questo si ripercuote anche sulla concessione delle adozioni e soltanto nel 2014 Pino e Giovanna ricevono la chiamata da Roma che è tutto apposto e che una bambina di nome Narmada è pronta per essere  accolta e adottata.I genitori vengono anche avvisati che la bambina può avere una malattia, ma loro non si fermano dinanzi a questo possibile ostacolo e, senza pensarci, due volte, decidono di procedere.

Partono quindi alla volta di Calcutta e dopo diversi giorni ritornano in Italia con la piccola e questa volta ad accoglierla in Italia, oltre ai parenti ed amici anche Dipti, perfettamente integrata.

Oggi Dipti frequenta le scuole superiori e Narmada la scuola elementare. Frequentano la parrocchia, il catechismo ed hanno tantissimi amici.

Giuseppe e Giovanna ci tengono a dire che è importante per chi vuole fare questo passo affidarsi ad associazioni serie e vogliono mandare un messaggio di incoraggiamento a tutte le coppie che desiderano intraprendere questo cammino che anche se sembra tortuoso e difficile, dall’altra parte del mondo, c’è un bimbo che attende proprio loro e ai figli adottati, vogliono dire che loro sono importanti per i genitori adottivi perché l’ hanno desiderati, scelti e voluti.

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