I 15 migliori film usciti in Italia nel 2016

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Quali sono i migliori film usciti in Italia nel 2016? È dura scrivere le introduzioni alle li...

Quali sono i migliori film usciti in Italia nel 2016? È dura scrivere le introduzioni alle liste: la gente non vede l’ora di saltare alle liste. Ancor più dura, però, è venire a capo di un paio di dubbi che insorgono regolarmente ogni anno alla lettura delle classifiche più trendy pubblicate nel mese di dicembre. Frulleranno, forse, nella testa di un po’ di lettori\spettatori, ma mi sembra che raramente vengano sollevati, forse nel rispetto del de gustibus.

Il primo riguarda l’amnesia collettiva, o memoria corta, per cui, nel ricostruire l’annata cinematografica, si tende a tralasciare o sottovalutare il peso di film usciti nella primissima parte della stagione, soprattutto quelli che hanno lanciato ed animato la corsa agli Oscar 2016, come se la lontananza nel tempo ne sbiadisse ricordo ed importanza. Da quante classifiche abbiamo visto oscurato (!) Spotlight? (A proposito, se proprio fa più “figo” citare i film di recentissima uscita, il 30 dicembre è finalmente arrivato nelle sale Paterson di Jim Jarmusch)

Il secondo è la tendenza ad infarcire le classifiche di film visti ai festival, ignorando completamente le possibilità del povero spettatore italiano, attento catalogatore di film usciti in sala. Sarà pur interessante annotarsi film come Elle o Toni Erdmann, se non La La Land; di fatto, però, non sono opere che gli annali consegnano all’Italia nel 2016, e c’è da scommetterci che quando poi usciranno anche da noi, un pizzico di confusione si generi: “è un bel film del… 2016 o 2017?”. Con tutto l’amore per l’internazionalità: se non sono arrivati almeno in una sala, né sono altrimenti reperibili, che senso ha per lo spettatore medio includerli nel bilancio di quest’anno? De opinionibus.

Di seguito la lista dei migliori 15 film del 2016 ad opinione di chi scrive:

15. È solo la fine del mondo di Xavier Dolan (7 dicembre). Non il miglior film del regista canadese, ma quanta (giovane) maestria nei dialoghi e nelle fisicissime riprese! Vincent Cassel sugli scudi.

14. El abrazo de la serpiente di Ciro Guerra (4 agosto). Premio alla Quinzaine di Cannes 2015, un film sciamanico e fascinoso su due incontri-scontri tra l’uomo bianco e gli indigeni dell’Amazzonia.

13. Revenant di Alejandro González Iñárritu (16 gennaio) di Per molti un flop… come capita ai film lungamente attesi. Mistico, crudo appassionante.

12. The Hateful Eight di Quentin Tarantino (4 febbraio). Un Tarantino da camera, che unisce giallo classico e rosso sangue.

11. The Witch di Robert Eggers (18 agosto). Un horror cupo e introverso, che essuda umori di brughiera e diventa una caccia alle streghe “morale”. Finale da incubo.

10. Frantz di François Ozon (22 settembre). Amore e colpa s’intrecciano in un dramma in bianco e nero ambientato nel primo dopoguerra. Dapprima misterioso, poi sofferto.

9. Il caso Spotlight di Thomas McCarthy (18 febbraio). Spinoso caso di giornalismo investigativo – e di etica professionale – del 2011 in una trascrizione di rara efficacia interpretativa. Oscar per miglior film 2016. Freddino?

8. Fuocoammare di Gianfranco Rosi (18 febbraio) Orso d’oro a Berlino 2016. Lampedusa e i risvolti drammatici dell’immigrazione senza retorica e secondo visuali del tutto insolite.

7. Carol di Todd Haynes (5 gennaio). Ingiustamente accantonato dalla corsa agli Oscar, è un melodrammone omoerotico – splendide Cate Blanchett e Rooney Mara – con venature da thriller. Intimismo elegante.

6. Io, Daniel Blake di Ken Loach (21 ottobre). Vincitore a Cannes 2016. La tragedia – kafkiana – di un cittadino comune che cerca ascolto dallo Stato. Nella propria essenzialità intransigente, Loach arriva a fare un cinema di sentimento, ma non sentimentale.

5. Un padre, una figlia di Christian Mungiu (20 maggio). Meritevole, perché pur delineando un’impeccabile quadro della Romania tra ieri, oggi e domani, è più in generale un racconto sull’essere genitori e figli. A tratti quasi un mystery etico.

4. Sole alto di Dalibor Matanic (28 aprile). L’amore ai tempi della guerra (tra serbi e croati). E dopo. Tre episodi di novelli Romeo e Giulietta, tra tatto e shock.

3. Zootropolis, AA.VV. (18 febbraio). Una distopia animale ed animata che abbina il massimo del divertimento – comico ed action – con rimandi sociologici, politici. Scegliete voi a che livello d’analisi o di spasso parcheggiare.

2. Animali notturni di Tom Ford (17 novembre). Una storia orrenda in una società orrenda. Con stile inappuntabile, ma mai vacuo, il regista-stilista (Premio della Giuria a Venezia) fa sprofondare una ricca gallerista (Amy Adams) nell’abisso di un complesso mind game con un ex (Jake Gyllenhaal).

1. El club di Pablo Larraìn (25 febbraio). Sembra ancora un film di cui parlare sottovoce, eppure è tra i pochi capolavori usciti in sala negli ultimi anni. Una suora e quattro preti sconsacrati, un ispettore ecclesiastico ed un clima soffocante, tra tarli psicologici e fantasmi inquisitori. Orso d'argento a Berlino 2015.


CATEGORIE SPECIALI

L’OUTSIDER STRANIERO: Kubo e la spada magica  di Travis Knight. Insieme a La canzone del mare di Tomm Moore e La mia vita da zucchina di Claude Berras, ci ricorda in questo 2016 che esiste un'animazione diversamente ispirata.
L’OUTSIDER ITALIANO: Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti . Un film un sacco bello, con momenti un sacco brutti: la ricetta perfetta del film di genere. Ossigeno per la produzione italiana di settore, e non solo.
IL PIU SOPRAVVALUTATO: Le mille e una notte di Miguel Gomes. Certamente in grado di mandare in solluchero amanti del cinema di contestazione e di quello surreale. Tutto il resto del mondo – 99,8% - sarà un po’ in difficoltà a digerire i tre lunghi capitoli che assommano oltre 5 ore di visione. Il pregio, comunque, di una satira efficace sul Portogallo di oggi.
LA DELUSIONE: Neruda di Pablo Larraìn. Il regista cileno è sempre una spanna su tanti: per originalità (non è un biopic qualsiasi) e per ardimento (tutto il discorso meta cinematografico, di riflessione sul cinema). Come tanti voli pindarici, tuttavia, Neruda ha piuttosto ha la bellezza dell’impresa sfiorata. Belle idee, ma stordisce più che incastrare.
MIGLIOR SERIE TV: Stranger Things di Matt e Ross Duffer. In attesa di assimilare la visionaria serie Westworld, premiamo un'opera che sembra venuta dalla dimensione parallela di qualche decennio fa. Con assoluta nonchalance, e senza complicazioni superflue, racconta una storia horror-fantascientifica riscoprendo quella meraviglia che il cinema di genere sembrava aver accantonato nella disperata ricerca di realismo o – viceversa – nell’effettistica ad ogni costo (e che costo). Così si fa l’entertainment!
L’OUTSIDER TV: Atlanta di Donald Glover. Snella e intelligente, questa serie sulle traversie ad Atlanta di un giovane padre squattrinato, aspirante manager musicale, ed il cugino rapper malavitoso, entrambe rigorosamente di colore, mescola humour e dramma con leggerezza in un efficace ritratto d’ambiente.

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Devotamente a tutti i cinefili, buon anno!


Antonio Maiorino
 

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