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Calcio a 5: Catanzaro Futsal, intervista al Direttore Sportivo Piero Nisticò

Calabria > Catanzaro

Per il secondo anno consecutivo DS della Società giallorossa, ad una settimana dall'inizio del nuovo prestigioso campionato di A2, un'intervista a tutto tondo con Piero Nisticò che ci ha raccontato il suo passato e soprattutto il presente che ha un preciso nome: Catanzaro Futsal!

CATANZARO, 04 OTT -  “L’obiettivo è creare entusiasmo attorno alla squadra, perché lo meritano i giocatori e la Società per quanto finora fatto”.

 

PARLIAMO UN PO' DI PIERO NISTICO': DA QUANTI ANNI NEL CALCIO A 5 E QUALI ESPERIENZE AL SERVIZIO ORA DEL NUOVO CATANZARO

Il Catanzaro calcio a 5 ce l’ho nel sangue: lo seguo ininterrottamente dal ’95 fino al 2008, anno in cui è fallita quella società. Da lì è iniziata la mia esperienza a corrente alternata, tra commissario di campo per conto della divisione calcio a 5 e il nuovo Catanzaro calcio a 5 che nel 2012 è ripartito fino ad arrivare nel 2016 in A2. Nel frattempo è nata questa entusiasmante e dobbiamo dire vincente realtà del Catanzaro Futsal: conoscevo diversi componenti della squadra e ho dato una mano dall’esterno finché due anni fa in serie B sono entrato ufficialmente nei quadri dirigenziali come direttore sportivo. Diciamo che in realtà ricopro un po’ la figura del Segretario generale in quanto seguo non solo la componente sportiva ma anche quella amministrativa. Mi riferisco ai rapporti con la Lega e tutte quelle incombenze che sono alla base dell’organizzazione, quel lavoro occulto che mi impegna in realtà molto tempo. Basti pensare alla gestione covid che si è aggiunta a quella normale lo scorso anno o ad una pratica di ripescaggio, per niente banale. Un ruolo questo che definirei fondamentale nell’economia di una società perché una partita non si gioca solo in campo: oggi perdere o vincere a tavolino viste le complesse regole da seguire, è un attimo.

Andando ancora dietro nel tempo, sono stato tra i fondatori dell’As Corvo nel 1980 ricevendo a Roma dal presidente della LND Sibilia, la benemerenza nel 2017 per i 30 anni di dirigenza. Sul campo ho vinto qualche Coppa Italia di serie C1, campionati di serie C e B, l’anno scorso siamo saliti in serie A2. Forse sono la persona più anziana che fa calcio a 5, alla soglia dei 35 anni di attività, per questo posso dire senza timore di smentita di conoscere la storia di tutto il calcio a 5 catanzarese

OGGI LA REALTA’ SI CHIAMA “CATANZARO FUTSAL”: COME GIUDICA IL MERCATO ESTIVO E QUALI GLI OBIETTIVI

Abbiamo mantenuto l’ossatura dell’ultimo campionato, rafforzandola nei punti cruciali: questo non significa che puntiamo a vincere il quinto campionato di fila, ma solo che abbiamo creato un roster con giocatori che permetteranno di toglierci soddisfazioni e credo senza patemi d’animo. L’obiettivo principale è consolidare la stagione: quindi salvezza tranquilla in una stagione in cui posizionarci magari a centro classifica. Il mercato estivo? Venendo da due anni di pandemia con sponsor e forze economiche cittadine venute meno per via della crisi, il primo obiettivo di questa estate è stato mantenere in vita la società. Riusciti in questo, ora vogliamo creare entusiasmo attorno alla squadra, perché lo meritano i giocatori e la Società che finora ha dato tanto e ora sta lavorando ininterrottamente con l’Amministrazione comunale per fare quei lavori necessari a rendere il “PalaGallo” omologato al campionato di A2. Questo ci eviterebbe di giocare fuori le prime gare. I problemi risalgono a scelte poco illuminate a metà anni 2000, quando si decise di far diventare centro ospitante i concerti quello che era il fiore all’occhiello dello sport del calcio a 5 catanzarese, togliendo così spazio al campo: basti pensare che si arrivò persino a disputare le finalette di coppa Italia di serie A1, questo vuol dire che il “PalaGallo” era in regola con quanto previsto dall’UEFA. Ora si tratta di ripristinare la situazione antecedente e speriamo si riesca a farlo in tempi brevi.

UN PARERE SUL GIRONE D

E’ nel complesso equilibrato ma ci sono squadre più smaliziate che fanno da sempre questo tipo di campionati tra B e A2, in particolare le pugliesi come il Molfetta. Tra le calabresi vedo bene la “Pirossigeno” di Cosenza, una squadra che può ambire al salto, per quanto la nuova complessa formula play off ora sia diventata  un terno a lotto, tra l’altro ufficializzata ad una settimana dall’avvio: anche chi arriva prima dovrà infatti giocare gli spareggi con le altre prime degli altri gironi, le due che vincono salgono le altre due dovranno giocarsi nei play inn che è un vero e proprio nuovo campionato.

IL CAMBIO DEL MISTER PRIMA DELL’INIZIO DEL CAMPIONATO

Se vogliamo analizzare il cambio nella giusta dimensione, dobbiamo dire che si è reso necessario perché se da una parte la scelta su Rafa Torrejon è stata azzeccata per via della sua indubbia preparazione e voglia di lavorare, probabilmente non era perfettamente funzionale alle esigenze di questo nostro gruppo squadra.  La squadra aveva necessità di maggiore determinazione alla guida, un carattere più di polso e alla lunga questa carenza avrebbe immaginato potesse incidere negativamente sui risultati. La cosa più giusta è sembrata quella di risolvere subito il problema senza tirare a campare e rischiare di perdere terreno con l’inizio del campionato. Il nuovo mister, Pasquale Praticò, oltre ad avere esperienza in serie A2 visto che gli ultimi 2 anni li ha fatti nel Cataforio Reggio proprio in A2 con buoni risultati, in realtà è uno dei profili che in estate avevamo già attenzionato per affidare la guida tecnica del Futsal: poi, essendo uscite voci che lo davano già accasato altrove, abbiamo evitato di interferire con altre trattative. Ma evidentemente, era destino che questa stagione toccasse a lui guidare il Catanzaro futsal. Ha le caratteristiche da noi ricercate e siamo fiduciosi che la scelta sia quella giusta. Per la passione di allenare ha lasciato molto giovane la carriera di giocatore, era pivot nella squadra di Reggio Calabria calcio a 5, aveva sentito profumo di A in tempi non sospetti. Ha 32 anni ma già esperienza da allenatore molto importante per la categoria e una maturità non facilmente riscontrabile. Non lo riteniamo una scommessa ma una certezza, sa gestire il gruppo e parlare con la squadra nel modo giusto.


Danilo Ciancio