Italicum, minoranza Dem chiede modifiche minacciando opposizione, Renzi "Ora si decide"

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ROMA, 14 APRILE 2015- Non si placano i contrasti tra il premier Renzi e la minoranza Dem, in me...

ROMA, 14 APRILE 2015- Non si placano i contrasti tra il premier Renzi e la minoranza Dem, in merito all'Italicum, riforma sulla legge elettorale, per la quale approvazione i Dem chiedono modifiche minacciando opposizione.

LE RICHIESTE DELLA MINORANZA

L'area del Partito Democratico richiedente le modifiche alla legge elettorale, è la riformista, area che annuncia la possibilità di chiedere la propria sostituzione, in Commissione, per evitare di votare in maniera difforme dalla decisione di maggioranza. Pare che l'atteggiamento dei riformisti dipenderà in gran parte dal comportamento che Renzi deciderà di tenere innanzi l'Assemblea del Pd, prevista per domani sera. In particolare, i Dem, temono l'eventuale posizione di "fiducia" da parte del premier "sarebbe una cosa totalmente sbagliata se il governo dovesse porre la fiducia sulla riforma elettorale" ha commentato Nico Stumpo al termine dell'odierna riunione dell'Area Riformista, area guidata da Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani. A ribadire il concetto Cesare Damiano "se domani alla riunione del gruppo, Renzi farà una relazione di chiusura rispetto alle richieste sottoscritte nella lettera firmata da oltre 70 parlamentari non potremo votare a favore, se la relazione verrà messa ai voti". Da Bersani il rifiuto ad esprimere la propria posizione, ribadendo che le sue decisioni dipenderanno dallo svolgimento dell'Assemblea. Gianni Cuperlo pur evidenziando l'opportunità di alcune modifiche all'Italicum, apre al premier "si a una buona riforma. No ai pregiudizi di qualunque segno" enfatizzando "proviamoci ancora".

LA FERMEZZA DI RENZI

Il premier Renzi, intervenuto alla 54° Fiera del mobile di Milano, in merito all'Italicum ha confermato l'impegno a realizzare entro il 2015 numerose riforme "da quella istituzionale a quella elettorale, alla Pa fino alla giustizia" ricordando che perno dell'azione governativa è "la saldezza delle istituzioni, e la modifica delle regole del gioco serve a preservare le istituzioni" rammentando quindi che l'Italicum "non è il Monopoli, non si può ricominciare e tornare a Vicolo Corto" per poi assicurare "ora si decide dopo mesi di dibattiti e discussioni". Da fonti vicine al premier si apprende che la possibilità che venga richiesta la fiducia, per l'Italicum, è piuttosto alta. Se domani, dunque, dovesse essere confermata tale impostazione, si aprirebbe una gravosa questione politica che potrebbe comportare una spaccatura interna alla maggioranza.

IL MOVIMENTO 5 STELLE APRE AI DEM

Fabiana Dadona, capogruppo 5 Stelle alla Camera, parlando dell'Italicum, ha dichiarato ai giornalisti "noi siamo da sempre aperti a migliorarlo, ci aspettiamo che la minoranza del Pd mantenga la coerenza" e aggiunto "la minoranza del Pd è stramaggioranza in Affari Costituzionali, e se volessero, l'Italicum lo rivolteremmo, lo faremmo diventare in mezz'ora un proporzionale con le preferenze. Ma se invece fanno il passo indietro, se vanno in aula con gli emendamenti, dove sanno già che non hanno i numeri, allora è inutle..."

L'OSTILITA' DI  FI

Su twitter scrive Renato Brunetta, capogruppo alla Camera "direttivo unanime di Forza Italia Camera: no a Italicum blindato, ma premio a coalizione e entrata in vigore dopo riforma costituzionale".

SEL: "RENZI NON HA I NUMERI"

Arturo Scotto, capogruppo Sel a Montecitorio afferma "temo che Renzi stia facendo i conti senza l'oste, è ormai evidente che il premier rischia di non avere i numeri per approvare il suo Italicum. Ne prenda atto e dialoghi con il Parlamento. La legge elettorale non dovrebe avere né padrini né padroni".

Fonte foto: iljournal.it

Ilary Tiralongo

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