La chimica determina la qualità del ricordo dei sogni, ecco perché alcuni sembrano film

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19 FEBBRAIO 2016 – L’attività onirica varia da persona a persona, alcuni soggetti...

19 FEBBRAIO 2016 – L’attività onirica varia da persona a persona, alcuni soggetti hanno un ricordo vago dei loro sogni, altri non ricordano niente e altri ancora, invece, riescono a ricordare i loro sogni come se fossero dei film.


Alla base di tutto c’è la chimica, secondo la scoperta fatta dal gruppo di ricerca del dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, guidato da Luigi de Gennaro, e da Gianfranco Spalletta del dipartimento di Neurologia clinica e comportamentale dell’Irccs Santa Lucia di Roma e dell’Università dell’Aquila.


Lo studio, che rappresenta una novità nel campo della neurochimica applicata ai sogni, è stato pubblicato sulla rivista “Human Brain Mapping” e svela che il ricordo è determinato da un meccanismo neurochimico, scoperto attraverso una innovativa strategia che sfrutta l’elevata risoluzione delle tecniche di neuroimmagine.


Osservando il comportamento microstrutturale di alcune aree del cervello, i ricercatori hanno scoperto che esiste una relazione diretta tra il neurotrasmettitore dopamina e l’attività onirica e hanno studiato in particolare il caso dei malati affetti dal Morbo di Parkinson, sindrome caratterizzata da una evidente carenza di dopamina.


Secondo gli esperimenti effettuati, il dosaggio dei farmaci dopaminergici influisce sugli aspetti qualitativi dei sogni dei soggetti affetti da Parkinson e, quindi, esiste una relazione certa tra il bilancio di dopamina nella corteccia prefrontale mediale e nell’amigdala con la qualità dei sogni ricordati.

 

(fonte immagine: ardebit.altervista.org)

Jale Farrokhnia

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