La cometa ISON

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L'Aquila, 26 Settembre 2012- Durante la storia della Terra molti corpi celesti hanno avvicinato il n...

L'Aquila, 26 Settembre 2012- Durante la storia della Terra molti corpi celesti hanno avvicinato il nostro pianeta, dagli asteroidi alle comete. Nel primo caso l'episodio forse più famoso riguarda quello dell'asteroide che contribuì all'estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa, caduto nella penisola dello Yucatan in Messico (all'epoca dei grandi rettili vi era una distesa di acqua).

 Nel caso delle comete invece molti sono stati gli avvistamenti ravvicinati (per modo di dire); basti ricordare la cometa di Halley che nel 1986 fu avvicinata dalla sonda Giotto dell'ESA; la Shoemaker-Levy 9 che nel 1994 fu la prima cometa osservata durante la caduta su un pianeta (in questo caso Giove), lo spettacolo che diede la Hale-Bopp nel 1997 anche grazie al fatto che fu visibile ad occhio nudo per ben 18 mesi, o la cometa Hyakutake famosa per la scoperta di una emissione X mai rilevata da un corpo cometario.

 Questa volta la prossima candidata sembra essere la cometa “ISON”, scoperta da un team russo dell'International Scientific Optical Network vicino Kislovodsk in Russia, precisamente dagli Astronomi Vitali Nevski e Artyom Novichonok; attualmente si trova alla distanza dell'orbita di Giove con una magnitudine apparente di circa 19 (si ricordi che più alta è la magnitudine minore è la visibilità, come confronto basta prendere la magnitudine apparente del Sole, che è di -26.8). Il nome ufficiale di questa cometa è “C/2012 S1” e nel mese di Novembre del 2013 raggiungerà il perielio (punto più vicino al Sole) ad una distanza di 1.2 milioni di Km e potrebbe essere visibile ad occhio nudo fino a Gennaio 2014.

 Questa cometa dovrebbe essere visibile alle milioni di persone che si troveranno nell'emisfero boreale, analogamente a quello che dovrebbe accadere con la cometa “C/2011 L4 PanSTARRS” che sarà visibile solo nell'emisfero australe. 

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