La dannosa dittatura del pensiero dell’uomo

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La società odierna sta giocando ignara una partita difficile lungo la strada della autodeterminazio...

La società odierna sta giocando ignara una partita difficile lungo la strada della autodeterminazione e del riconoscimento della legge morale. Il risultato finale che prima o poi verrà fuori determinerà l’isolamento o meno della comunità degli uomini dalla ricchezza sapienziale delle leggi del Signore. Il punto centrale sta quindi in una domanda: Ma l’uomo di oggi, credente e non, ha comunque bisogno di Dio pur non avvertendolo nel suo significato più profondo?

Guardandoci attorno emerge da subito una “Comparsa celeste” del tutto relativa. La voglia di Dio per chi crede prende forma in particolare nei tanti momenti di bisogno; per gli atei si materializza soprattutto nelle tante partecipazioni ad incontri culturali sulla fede nel Creatore. Non a caso Cristo da sempre è motivo di interessanti percorsi letterari, artistici e filosofici laici e religiosi, dove non manca mai chi pensa di poter modellare il Figlio dell’uomo a suo piacimento.

Una cosa è certa il mondo ha smarrito la Parola che precede ogni cosa e si è piazzato gongolante al centro dell’universo. Autodeterminarsi significa in questi tempi raggiungere un nuovo diritto o un nuovo spazio sociale, culturale, politico, economico al di là del rispetto della Legge Morale. Tutto parte da sé stessi e non c’è spazio per quel Dio che tramite le Scritture ha posto la sapienza della sua essenza nelle mani dell’uomo, perché potesse governare la terra nella piena armonia materiale e spirituale.

“Sbirciamo” un attimo, perché sarà di grande aiuto, tra alcune note sapienziali di eccellente fattura. Leggo: “La Legge morale obbliga tutti. Dinanzi alla legge morale c’è obbedienza, mai ci potrà essere autodeterminazione. Ogni trasgressione dei Comandamenti è offesa arrecata al Signore e al Creatore dell’uomo. Dinanzi all’uccisione di una persona appena concepita, non c’è autodeterminazione, ma delitto.….Si infrange una legge di natura, che è essenza dell’uomo. Si infrange la Legge di Dio, che è universale, perenne, immodificabile nei secoli, e si dice che non c’è alcun reato, alcun delitto, alcuna trasgressione”.

Principio che non appartiene ad una fazione a dispetto dell’altra, come pare si stia oggi conformando la disputa. C’è poco da ragionare sulla legge che viene da Dio. Si può non credere e comportarsi di conseguenza, ma se si crede non può esserci dissonanza tra fonti oggettive e azioni umane? Oggi ci sono persino degli Stati, dove in maggioranza si proclama l’appartenenza alla religione cattolica, con dei parlamenti sempre pronti a legiferare senza alcuna remore contro la legge morale scritta da Dio. Che sta succedendo?

L’uomo si sente re, ma non sacerdote e profeta. Vorrebbe stare al di sopra di ogni verità che possa mettere in discussione il suo stile di vita. È così! Non possiamo dire il contrario; ci prenderemmo in giro. Da qui il passo per entrare nella dittatura del pensiero dell’uomo è vicino. La nota teologica sopra consultata ci offre in proposito ancora uno spunto chiaro e soprattutto inequivocabile.

“È questa la dittatura del pensiero dell’uomo oggi, che è la peggiore di tutte le dittature. Con arroganza, prepotenza, inganno, menzogna, si vuole imporre il proprio pensiero come unico e universale. È obbligo morale grave lodare, benedire, ringraziare, esaltare il Signore per ogni suo beneficio. È obbligo morale grave ringraziare colui che è stato mediatore di ogni grazia presso Dio. È obbligo grave per Gesù Signore ringraziare e benedire il Padre per ogni grazia a lui donata”.

L’uomo quindi non considerando la legge morale del Signore, fino al punto di modificarla con le sue leggi terrene, è sempre più convinto che Dio non debba entrare nelle sue relazioni quotidiane.

Una decisione del genere “significa che l’uomo ha deciso di condannarsi alla disumanità, alla totale falsità di sé stesso”. Un’opzione che non è solo personale, ma che attraversa i contesti sociali in cui vive e opera spronando la società ad essere figlia di sé stessa. Una operazione quasi indolore, mentre in realtà depotenzia la capacità delle persone di ritrovarsi parte attiva di un disegno divino, universale ed eterno.

L’essere umano, privo del bisogno di chiedersi quali obblighi morali dovrebbe rispettare nel corso della propria giornata, può concedersi la possibilità di metter in campo qualsiasi rito ad hoc per scongiurare eventuali comportamenti sbagliati o una serie di principi soggettivi ben attrezzati per esorcizzare la legge morale scartata dalla propria vita. È libero, così dice di sentirsi, mentre arretra a passi falsati dalla sua sapienza spirituale che lo precede e lo guida.

Ognuno piuttosto dovrebbe comportarsi come quel Sammaritano che guarito dalla lebbra per opera di Gesù, assieme ad altri nove compagni in viaggio verso il Tempio per ottenere l’attestato di guarigione, decise da solo di tornare indietro per ringraziare il suo Signore. Oggi chi lo fa? Perché non imitare il Sammaritano per rafforzare l’intelligenza, la coscienza, l’operosità, la visione delle cose di questa nostra umanità? La scelta da fare è chiara: Osservare la legge morale del Signore o affidarsi completamente al pensiero dell’uomo, dannosa dittatura che limita la meraviglia umana

Egidio Chiarella

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