La Natività di Caravaggio tra mafia e Chiesa

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PALERMO, 24 Settembre - Degno della più emozionante spy-story cinamatografica, è il caso del clamo...

PALERMO, 24 Settembre - Degno della più emozionante spy-story cinamatografica, è il caso del clamoroso furto del "La Natività" di Caravaggio.

 Nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre del lontano 1969, dalle stanze dell'oratorio di San Lorenzo a Palermo, il dipinto venne rubato e sarebbe stato oggetto di una trattativa tra mafia e Chiesa, per la restituzione. Facciamo un passo indietro. L'allora parroco del San Lorenzo, Don Rocco Benedetto, venne contattato dai responsabili del furto, in un modo alquanto singolare. Ricevette nella cassetta della posta, della sua abitazione, una lettera nella quale mediante un'inserzione, come copertura, da trascrivere sul Giornale di Sicilia, si sarebbe avviata la trattativa. Questo è ciò che si è appreso oggi da una videointervista firmata dal regista Massimo D’Anolfi, in esclusiva al Guardian, in questo modo il parroco cercò  di recuperare la tela. Il video risale al 2001 ma è stato reso noto soltanto adesso. Il sacerdote è  deceduto nel 2003.

Il regista D’Anolfi, ascoltò la testimonianza di Rocco Benedetto, nell’ambito di un documentario sulle opere d’arte rubate. La testimonianza venne poi consegnata alla polizia che tuttora indaga. Secondo gli investigatori il dipinto fece anche una capatina a casa del boss mafioso Tano Badalamenti.

Il prezioso dipinto realizzato dal Caravaggio intorno al 1600 durante il suo soggiorno in Sicilia, attualmente è stimato in 30 milioni di euro. L'opera e' stata conservata per oltre tre secoli nell’oratorio palermitano in assenza di misure di sicurezza. Al momento del furto, scoperto nel primo pomeriggio del 18 ottobre del 1969 da una delle custodi del luogo, l’opera si trovava in perfette condizioni, dato che nel 1951 era stata sottoposta a restauro. La Natività è inserita nella lista dei dieci capolavori ricercati dalle polizie di tutto il mondo. Dalle indagini senza sosta degli inquirenti, risulta che la tela fu davvero nelle mani della mafia. Dopo la morte di Badalamenti , ci fu una significativa consegna di denaro, franchi svizzeri per la precisione, il dipinto fu tagliato in sei o otto parti, non è ancora chiaro questo passaggio, per essere poi venduto nel mercato d'arte clandestino. è quanto si apprende dalla relazione della Commissione Parlamentare Antimafia che ha svolto l'indagine sulla Natività. Per tutti i curiosi e per gli amanti dell'arte, l'intervista completa al sacerdote sarà proiettata al Teatro Biondo di Palermo il 15 ottobre prossimo, in merito del 50esimo anniversario del furto.

Laura Fantini

fonte immagine lasicilia.it

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