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La Rotonda di Copanello oggi: tra rovine, memoria e i tempi d’oro della movida calabrese. Video

Redazione
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La Rotonda di Copanello oggi: tra rovine, memoria e i tempi d’oro della movida calabrese. Video
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Dalla gloria degli anni ’70-’80 all’abbandono: il racconto di Carmelo Panella tra storia e degrado

Sembrano le Rovine Maya a Copanello? No. Quello che oggi si intravede tra vegetazione, mattoni e cemento è ciò che resta della Copanello dei tempi d’oro, quando la Rotonda di Copanello rappresentava il cuore pulsante della movida estiva in Calabria.

Siamo a Copanello, frazione del comune di Stalettì, in provincia di Catanzaro. Qui, tra gli anni ’60 e ’80, si è scritta una pagina importante del turismo balneare calabrese. Oggi, però, lo scenario è molto diverso: strutture abbandonate, locali chiusi e segni evidenti di degrado raccontano una storia che merita di essere ricordata – e forse salvata.

L’età dell’oro della Rotonda di Copanello

Negli anni ’70 e ’80, la Rotonda di Copanello non era soltanto un edificio sul mare: era un simbolo di socialità, cultura e divertimento.

Lo sviluppo turistico legato al Villaggio Guglielmo contribuì alla nascita di un vero polo di intrattenimento. Locali come Blu ’70, Bilbò, Hamilton e Rendez-Vous trasformarono Copanello in una delle mete più vivaci del Sud Italia.

Durante l’estate, la zona si animava con:

  • serate danzanti
  • concerti live
  • eventi culturali
  • incontri mondani

Si racconta che nei locali della zona si siano esibiti o siano stati ospiti artisti del calibro di Gino Paoli, Ornella Vanoni, Rita Pavone, Franco Califano e persino Gloria Gaynor. Copanello non era solo mare cristallino, ma anche un centro di aggregazione che attirava visitatori da tutta la penisola.

Un centro di aggregazione per intere generazioni

La Rotonda di Copanello rappresentava un luogo identitario per i calabresi. Qui si sono incontrate generazioni, si sono vissute estati indimenticabili, sono nate amicizie e storie d’amore.

Non era solo movida: era comunità, era appartenenza. La struttura e gli spazi circostanti ospitavano momenti di relax, lavoro stagionale e socialità che hanno segnato l’immaginario collettivo di un’intera epoca.

Il declino: tra erosione costiera e abbandono

Con il passare degli anni, il fascino della Rotonda ha iniziato a sbiadire. Il Villaggio Guglielmo ha chiuso, molti locali storici hanno cessato l’attività e la zona ha vissuto un progressivo declino.

Tra le cause principali:

  • erosione costiera
  • mancanza di interventi strutturali
  • abbandono delle strutture
  • calo del turismo organizzato

Oggi, dietro la Rotonda, emergono strutture in rovina che raccontano un passato dimenticato.

Il racconto di Carmelo Panella: cosa resta della Copanello dei tempi d’oro

Nel video, Carmelo Panella documenta con curiosità e prudenza ciò che resta dietro la Rotonda.

Salendo una scala danneggiata dal mare, si entra in un’area ormai dominata dalla vegetazione. Qui si trovano:

  • un pavimento in mattoni pieni
  • sedili e tavolini in pietra o cemento
  • una piccola abitazione abbandonata
  • ambienti che un tempo fungevano da alloggio

Panella chiarisce che non si tratta di antichi ruderi, ma delle strutture utilizzate dai dipendenti del vicino lido durante i mesi estivi. Era un punto di relax per i lavoratori, con tavolini in muratura e spazi comuni.

Quella che poteva sembrare una vecchia costruzione ferroviaria si è rivelata essere l’abitazione stagionale dei lavoratori del lido: un frammento autentico della Copanello dei tempi d’oro.

Oggi restano muri scrostati, stanze vuote e un bagno ormai inutilizzabile. Intorno, il mare di Copanello continua a essere “unico e bellissimo”, come lo definisce lo stesso Panella, in netto contrasto con l’abbandono delle strutture.

Copanello oggi: memoria da recuperare?

La Rotonda di Copanello è molto più di una struttura fatiscente. È un pezzo di storia della Calabria turistica.

Negli ultimi anni, cittadini e associazioni locali hanno espresso preoccupazione per lo stato di conservazione dell’area, chiedendo interventi di recupero e valorizzazione.

La domanda resta aperta:

Copanello può tornare a essere un simbolo della movida e del turismo balneare del Sud Italia?

Recuperare la Rotonda significherebbe restituire dignità a un luogo che ha rappresentato identità, cultura e aggregazione per decenni.

Conclusione

Le cosiddette “rovine” dietro la Rotonda non sono un mistero archeologico, ma la testimonianza concreta della Copanello degli anni ’70 e ’80, quando la movida, la musica e la socialità animavano le estati calabresi.

Oggi resta la memoria, il mare e la speranza che un luogo così simbolico possa essere salvato dall’oblio.

Perché la storia della Rotonda di Copanello non è solo passato: è parte dell’identità di un territorio che merita di essere valorizzato.

Carmelo Panella


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