la Turchia pronta per condurre offensiva militare contro la Siria

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ANKARA,7 OTTOBRE - Domenica sera gli Stati Uniti hanno annunciato che la Turchia avrebbe condot...

ANKARA,7 OTTOBRE - Domenica sera gli Stati Uniti hanno annunciato che la Turchia avrebbe condotto "presto" un'incursione militare in Siria e che le loro truppe di stanza nel paese avrebbero abbandonato le zone vicinalla milizia curda delle Unità di protezione popolare (YPG). Le forze statunitensi hanno iniziato proprio oggi lunedì 7 ottobre a ritirarsi  dalle aree 'cuscinetto' lungo il confine turco nella Siria settentrionale, aprendo la strada alla promessa offensiva militare di Ankara contro le forze curde. 

Oggi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha confermato che le sue truppe potrebbero lanciare un'offensiva militare in qualsiasi momento contro una milizia curda posizionata nel nord della Siria. "È fuori discussione per noi tollerare più le minacce di questi gruppi terroristici". È con queste parole che Erdogan ha annunciato oggi in una conferenza stampa che la Turchia potrebbe decidere di intervenire in qualsiasi momento nel nord della Siria, contro una milizia curda.  “Potremmo entrare (in Siria) qualsiasi notte senza preavviso” - ha proseguito il leader turco - “è assolutamente fuori discussione per noi tollerare le minacce di questi gruppi terroristici più a lungo". 

L'YPG (L'Unità di Protezione Popolare (in curdo: Yekîneyên Parastina Gel, ndr) ha guidato la lotta contro il gruppo dello Stato islamico con il sostegno degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali come la Francia. Ma la Turchia considera l'YPG come un gruppo "terrorista" a causa dei suoi legami con il Partito dei lavoratori curdo PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan,in curdo Partîya Karkerén Kurdîstan, ndr) un'organizzazione curda che conduce una sanguinosa guerriglia sul suolo turco dal 1984. 

Il coordinatore Onu per le operazioni umanitarie in Siria, Panos Moumtzis ha espresso la sua preoccupazione dichiarando: «Non sappiamo cosa succederà. Ma ci prepariamo al peggio». 

La portavoce del Servizio Europeo di Azione Esterna, Maja Kocijancic ha messo in guardia dalle risoluzioni militari che non farebbero altro che peggiorare la situazione: “Riconosciamo le legittime preoccupazioni della Turchia sul piano della sicurezza, l’Unione europea ha sempre sostenuto che ogni soluzione durevole alla situazione siriana non sarà raggiunta attraverso mezzi militari ma richiede una transizione politica”. “Nel quadro di questo processo” - ha aggiunto la portavoce - “l’Unione europea resta impegnata per la unità, la sovranità e l’integrità territoriale dello stato siriano. Le rinnovate ostilità armate esacerberanno le sofferenze dei civili» e rischiano di «danneggiare gli attuali sforzi politici». 

Luigi Palumbo

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