Le Camere di Commercio in Sicilia rischiano il default. Lo Bello: "Colpa della Regione"

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SIRACUSA, 31 OTTOBRE 2017 - Le Camere di Commercio in Sicilia rischiano di chiudere. A lanciare l'al...

SIRACUSA, 31 OTTOBRE 2017 - Le Camere di Commercio in Sicilia rischiano di chiudere. A lanciare l'allarme è il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, a margine dei lavori dell'Assemblea di Unioncamere a Siracusa.

Durante l'incontro i partecipanti si sono confrontati sulle nuove sfide delle imprese italiane e sul ruolo degli enti camerali che, dopo la riforma dell'agosto scorso, hanno acquisito nuove competenze e funzioni. Le Camere di commercio siciliane, però, vivono una situazione anomala "frutto - spiega Lo Bello - di una serie di scelte compiute dal Governo regionale, dagli anni '70 ad oggi".

"Nelle altre parti del Paese - continua il presidente - è diverso. Solo in Sicilia accadono cose diverse. Da Reggio Calabria in poi è tutto perfetto. Nel tempo tutto ciò si è accumulato. La responsabilità è della Regione che, dagli anni '70 in poi, ha distrutto il sistema camerale. Le imprese della Sicilia perché devono avere meno possibilità di quelle della Lombardia? Bisogna mettere in campo un progetto serio".

Forte il rischio di trovari con i bilanci "in rosso" di 16,5 milioni di euro, nel 2017. Le Camere di commercio siciliane sono le uniche in Italia a dover sostenre la spesa per i trattamenti pensionistici del proprio personale, in virtù di una legge della Regione che va dagli anni '70 fino ad un regolamento del 1987. Solo dal 1995 il personale assunto è iscritto alla gestione previdenziale dei dipendenti pubblici.

Dall'associzione si stima che, entro il 2020, il personale in servizio - 351 dipendenti a fine 2016 - scenderà a 224 unità a seguito alle 127 uscite previste. Di queste, 119 saranno trattamenti pensionistici saranno a carico delle camere di commercio siciliane e si aggiungeranno agli attuali 657 pensionati che gravano sui bilanci camerali. Di questi, 150 sono pensione di reversibilità. Il tutto porterà ad un aggravio per i bilanci camerali di 4,9 milioni annui.

Daniele Basili

immagine da inuovivespri.it

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