L'ultima copia del celebre dipinto "Urlo" di Munch sarà venduto il 2 Maggio a New York
Cultura e Spettacolo Campania

L'ultima copia del celebre dipinto "Urlo" di Munch sarà venduto il 2 Maggio a New York

martedì 21 febbraio, 2012

NEW YORK 21 FEBBRAIO- Munch lega la sua fama soprattutto all'Urlo, simbolo dell'angoscia e della solitudine dell'uomo, diventato un'icona del melting pot culturale di questa fine secolo, passepartout per la cultura alta e quella popolare.Egli fu un pittore che più di tutti incarnò le tematiche della malinconia e della morte nelle sue opere, così scriveva nel suo diario:

<< Dipingeremo uomini che vivono soffrono ed amano>>

Questo pittore norvegese  incarnò come pochi le tematiche esistenziali a cavallo del '900, l'amore, la paura, la morte: <<Non è mia intenzione precisamente ricostruire la vità. Piuttosto cercare le sue segrete forze, per tirarle fuori, riorganizzarle, allo scopo di dimostrare il più chiaramente possibile i loro effetti sul meccanismo che è conosciuto come vita umana>>

Era nato a Lõten, in Norvegia, il 12 dicembre del 1863 veniva da una famiglia di intellettuali, artisti ed alti funzionari. La sua infanzia fu segnato da lutti: la madre e la sorella Sophie morirono di tubercolosi:

<<Così vissi con i morti... mia madre, mia sorella, mio nonno e mio padre e soprattutto con lui  tutti i ricordi, le più piccole cose mi tornano nella memoria>> si legge nel suo Diario. [MORE]

L'urlo fu il suo più grande capolavoro.

L'autore così lo spiegava << Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo...Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando>>

La prima impressione che l'osservatore ha guardando questa particolare opera di Munch, è di angoscia. Attraverso la forma ed i colori quest'opera riesce dunque a trasmettere una sensazione, e, la comunicazione, che prima con gli impressionisti si giocava tutta sull'impressione visiva si sposta adesso al livello dell'inconscio. L'opera agisce nell'animo stesso dell'osservatore perché è espressione diretta dell'animo dell'autore. Colori irreali, contrastanti, contorni dissolti, forme indefinite sembrano emergere dalla dimensione del sogno.

Edvard Munch si forma intorno al 1880 in ambito naturalista. Le sue opere iniziali sono caratterizzate da una pittura a toni scuri. Nel 1885 un soggiorno a Parigi lo mette in contatto con l'ambiente degli impressionisti, ma quasi subito la pittura di Munch si orienta verso una ricerca del colore che conduce ad un uso non descrittivo ma funzionale dello stesso, tutto orientato a provocare stati d'animo nell'osservatore. Presto Munch si avvia anche ad una deformazione dei soggetti rappresentati che contribuiscono a suggerire precisi stati emotivi. L'alterazione a fini espressivi della forma e del colore è il mezzo attraverso il quale Munch perviene ad una personalissima interpretazione dell'angoscia esistenziale dell'uomo e la rende visibile. Nel 1892 si svolse a Berlino una mostra di opere di Munch. Venne chiusa d'autorità per lo scalpore suscitato.

 

Il dipinto è l'unico ancora in possesso di un privato è sarà messo all'asta il 2 Maggio prossimo. Ma prima sarà esposto a Londara a partire dal 13 aprile e dopo tornerà a New York il 27 per poi essere venduto qualche giorno dopo. 

L'annuncio e' stato dato da Sotheby's. Il capolavoro dell'artista norvegese - che viene messo in vendita da Petter Olsen, figlio di un amico del pittore - potrebbe superare la cifra di 80 milioni di dollari

(Foto e spunti da www.fotoartearchitettura.it)

TAMMARO CASO


Autore
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