Mafia: Gaetti, rammarico per parole testimoni di giustizia
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Mafia: Gaetti, rammarico per parole testimoni di giustizia

martedì 9 aprile, 2019

ROMA, 9 APRILE - "Ho letto con grande rammarico quanto affermato da alcuni testimoni di giustizia sul mio operato e su quello di tutto il Ministero dell'Interno. 

Dallo scorso mese di settembre ad oggi ho audito 42 testimoni di giustizia, su circa 50": a dirlo è il sottosegretario all'Interno Luigi Gaetti che commenta una iniziativa di protesta dei testimoni di giustizia che si dicono pronti a organizzare un presidio permanente davanti al Ministero dell'Interno sino alle elezioni europee per sollecitare un intervento del Governo. "In merito al mio impegno posso dire che mi sono reso conto, fin da subito, delle difficoltà di alcune di queste persone, che hanno solo fatto il loro dovere di cittadini. 

I testimoni di giustizia sono stati circa 300 dal 1991, 250 quelli già usciti dal programma; 49 lavorano per lo Stato. Nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri quattro", fa sapere Gaetti. 

"Siamo totalmente dalla parte dei testimoni di giustizia e certe affermazioni - prosegue il sottosegretario - sono lesive dell'impegno dello Stato verso queste preziose figure: diamo loro mensilmente un assegno, paghiamo l'alloggio, le spese sanitarie e l'assistenza legale e, all'occorrenza, le spese scolastiche e universitarie. Nell'ipotesi di trasferimento definitivo, lo Stato compra la casa del testimone di giustizia pagando l'equivalente in denaro del valore di mercato. Se il testimone perde il lavoro a causa della testimonianza resa, forniamo tutti gli strumenti idonei per il suo reinserimento socio lavorativo. 

Per farlo ripartire con la sua attività lavorativa è previsto l'affiancamento di una figura professionale, un tutor, che fornisca tutto il supporto necessario lungo l'iter che lo riguarda, perché durante i colloqui ci siamo resi conto che i testimoni di giustizia non sempre hanno saputo utilizzare i fondi ricevuti dallo Stato; personalmente ho elaborato una proposta per l'armonizzazione delle normative atte a favorire loro reinserimento. 

Oltre a quanto erogato dall'Amministrazione in ottemperanza alla normativa vigente, non vedo quali altre ulteriori richieste possano essere avanzate.

"In questi mesi abbiamo provveduto alla redazione di alcuni dei decreti attuativi della legge 11 gennaio 2018, n. 6 (la nuova legge che si occupa di queste figure ndr), per semplificare una normativa molto complessa, ad esempio, in materia di assunzione dei testimoni di giustizia in una pubblica amministrazione. Io stesso sto provvedendo a sensibilizzare gli enti locali per la loro assunzione, effettuando incontri in tutta Italia, da nord a sud. 

Il Ministero dell'Interno ha sempre fatto fronte a tutte le esigenze di sicurezza e di carattere economico, senza mai risparmiarsi. Rimango veramente stupito per parole pronunciate, che non hanno alcun fondamento. E voglio ricordare l'importanza dell'impegno delle donne e degli uomini delle forze di Polizia e del personale che lavora 24 al giorno per i nostri testimoni", conclude il sottosegretario del Ministero dell'Interno, Gaetti


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